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Il confronto sostituito dalla complicità allargata

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BIELLA –

Omologati. Siamo ormai omologati su tutti i fronti. Anche quello politico, che rappresentava forse il momento di contrapposizione e di confronto più forte e più frequente. Come non ricordare il partito comunista di Enrico Berlinguer, sempre pronto a giocarsela a sportellate con gli Andreotti, i Fanfani, i Colombo e tutti i democristiani; o le esuberanze di Nenni contro la pacatezza gelida di Almirante. Ed anche sul nostro territorio, in questa Biella spesso accusata di essere sonnacchiosa, echeggiano ancora gli scontri dialettici tra Squillario, Ronzani e Sandro Delmastro, le sfuriate di un appassionato Tavo Burat in difesa delle minoranze etniche, dell’ambiente, della cultura locale. Ma anche al di fuori di Palazzo Oropa, molti ricordano le polemiche in seno all’allora Usl (Unità sanitaria locale) chiamata a gestire l’ospedale di Biella e tutto il sistema socio-sanitario biellese. Figure come quelle di Eugenio Zamperone, Silvana Bortolin o esponenti del mondo sindacale costantemente ai tavoli delle trattative con i vari presidenti dell’Uib succedutisi in quegli anni.

Da Paolo Botto Poala a Giulio Barberis Canonico, sino a Giovanni Piacenza e Remo Roj, solo per citarne alcuni. Una passerella di personaggi che a livello nazionale fecero l’Italia di quegli anni ed in ambito locale ressero le sorti di un Biellese forte, orgoglioso, rispettato. Poi, poco a poco, la luce si è affievolita, sino quasi a spegnersi. E’ arrivato un tentativi di bipolarismo che non ha impedito di avere mille schieramenti, a destra ed a sinistra, confermando l’incapacità di aggregazione di un Paese con troppi generali e pochi soldati. Il Pci che evapora, la Dc che sparisce, banche e centri di potere finanziario che alzano sempre più la testa, spostando l’asse dei valori dagli ideali (non scevri da interessi, sia chiaro) alle economie (fondate esclusivamente sugli interessi). Ed in ambito locale, un cambio generazionale che dal passato ha attinto ambizioni e abilità nelle spartizioni, ma non la stessa capacità e la stessa eleganza nel gestirle.

Maggioranza ed opposizione sono un modo di dire ad uso dell’elettorato Alla guida del sistema sanitario si avvicendano manager non biellesi, alla guida degli industriali di quello che fu uno dei più potenti distretti tessili del mondo ora c’è un produttore di acque minerali. I sindacati rimembrano fasti passati in attesa di tempi che possano aprire nuovi spiragli di contrattazioni, oggi impossibili. Ed in un contesto simile, l’omologazione è una parola d’ordine tacita e strisciante. Come lo è quel muro di gomma contro il quale si schiantano silenziosamente idee ed obiezioni non allineate, per le quali non esistono più spazi di confronto, ma solo ipotesi di una complicità allargata.

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