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I treni, così come i sogni, son desideri…

Sale & pepe, la rubrica di Luigi Apicella

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Quando ero più giovane c’era un mito che alimentava i sogni di noi ragazzi. Era “la Lollo”, l’inarrivabile Gina Lollobrigida, icona di bellezza senza tempo del cinema italiano. Oggi, invece, abbiamo “Il Lollo” a tenere desta (o destra?) l’attenzione di stampa e rotocalchi. Mi riferisco, come avrete capito, all’attuale ministro dell’Agricoltura, lontano parente della diva ma anche lontano anni luce da un certo aplomb istituzionale che specie di questi tempi non guasterebbe.

La carriera del ministro, cognato del premier Giorgia Meloni, ci insegna una semplice cosa: che nella vita non esiste “fermata” che tenga (nemmeno a Ciampino) se sei sul treno giusto. Immaginiamo, per ipotesi, che la richiesta di far fermare un convoglio in una stazione non prevista fosse arrivata da un nostro rappresentante biellese in Parlamento. E che la fermata in questione fosse la mitica stazione di Brianco, crocevia, come già ricordato da queste colonne, di tanti racconti mitologici tra pendolari che da sempre hanno un sogno: veder fermare il treno almeno una volta proprio lì.

Sarebbe un caso più unico che raro, segno che la versione concordata Ministro-Frecciarossa (non è stato chissà quale privilegio far fermare un treno su richiesta a Ciampino) non è poi così solida come si vuole far credere. In attesa che qualcuno dei nostri pendolari biellesi abituali si tolga lo sfizio di richiedere al controllore di turno la fermata a Brianco, partiamo proprio da qui per ipotizzare la creazione – in questa nostrana stazione crocevia – di uno snodo ferroviario in cui i treni possano arrivare, fermarsi e da lì consentire ai numerosissimi passeggeri che arriveranno di proseguire verso le tante attrazioni turistiche del nostro biellese con i bus navetta. Il tutto naturalmente abbinato al raddoppio della strada Trossi e alla creazione del centro commerciale Le Vette.

Fantasie? Forse, ma la vicenda Lollobrigida (Francesco) ci dice che a volte alla politica, quella che conta, basta una telefonata per far accadere l’impensabile. Viaggiare da Milano a Brianco, quindi, con tutte le possibili ricadute turistiche appena citate potrebbe davvero non essere un sogno. A patto che il telefono, quello giusto e ministeriale squilli. Come dice un vecchio proverbio i sogni, pardon i treni, son desideri…

Luigi Apicella

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