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I topi “si riprendono” piazza della stazione

Una curiosa lettera che racconta l'insolita vita della piazza durante la quarantena e, ora, di notte.

Durante i giorni della quarantena, quando il tempo era sospeso, la città vuota e il silenzio invadeva le strade, i parchi e le piazze, c’era un luogo intensamente frequentato e decisamente pieno di vita: la piazza della stazione.

La piazza, per chi non la conoscesse, è rinchiusa da due parti da una fila di palazzi. A destra, una fila di alberi che mutano l’aspetto con il cambiare delle stagioni, a sinistra un parcheggio. Al centro della piazza la fontana zampillante. Intorno cespugli e panchine.

Orbene, durante la quarantena, il silenzio e la mancanza degli umani aveva invogliato altre creature a frequentare quei luoghi. Al pomeriggio, come guidati da un pifferaio magico, numerosi topi, di varie dimensioni, iniziavano a correre da una siepe all’altra. Alcuni camminavano lentamente, si fermavano, si guardavano intorno incuriositi e poi riprendevano la passeggiata da una siepe all’altra. Altri correvano senza fermarsi e si infilavano velocemente negli spazi aperti delle stesse. Soltanto quando diventava buio l’insolito andirivieni cessava.

E così per ogni giorno di quel periodo insolitamente straniante! Ora la quarantena è finita. Gli uomini hanno ripreso possesso degli spazi comuni, delle strade, dei giardini ed anche la piazza della stazione si è ripopolata. Ad ogni ora lo spiazzo intorno alla fontana è pieno di gente che transita, che sosta per chiacchierare, che siede sulle panchine a prendere il sole.

Al tramonto del sole però la piazza ritorna silenziosa e vuota. Quando le ombre della prima sera scendono sulla piazza, una nuova vita ha inizio: i topi, grandi e piccoli, iniziano le loro passeggiate al suono non udibile del pifferaio magico!

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