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I ristoratori biellesi non si arrendono alla pandemia

In pochi giorni riaperti otto esercizi chiusi da tempo

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BIELLA – Il Rapporto annuale sulla ristorazione in Italia per il 2020 appare come “un bollettino di guerra”: un anno di pandemia ha ridotto in macerie uno dei settori maggiormente dinamici e attivi dell’economia italiana. Secondo i dati Istat, nel 2020 in Italia si sono persi 2,5 milioni di posti di lavoro misurati in unità standard di lavoro, di cui 1,9 milioni nei servizi. Il più colpito è il settore della ricettività e della ristorazione che ha visto bruciare in un solo anno 514mila unità, più del doppio dei 245mila creati tra il 2013 e il 2019.

Ma non tutto sembra perduto, perchè c’è tanta voglia di ripresa come conferma il presidente di Ascom Biella, Mario Novaretti. «Mentre stiamo parlando – afferma – sto bevendo il caffè in un bar chiuso da tantissimo tempo che in questi giorni ha ripreso l’attività. Che il 2020, causa pandemia, passerà alla storia come l’anno orribile per eccellenza della ristorazione non penso che vi siano dubbi ma per quanto riguarda il Biellese abbiamo la sensazione, che non è solo una sensazione, che c’è tanta voglia di ripartire e risalire la china».

Una sentimento che si basa su dati concreti. «In questi ultimi giorni – continua il responsabile dell’associazione – abbiamo avuto conferma della riapertura al pubblico di almeno otto esercizi, alcuni dei quali chiusi da moltissimo tempo, una scelta che non sarebbe stata fatta se non si guardasse al futuro con un certo ottimismo. Poi c’è un altro dato confortante».

Nelle settimane scorse l’ente bilaterale del commercio e del turismo (Biella, Vercelli, Novara, VCO) ha effettuato un’indagine tra gli associati sulle prospettive di ripresa del settore: «Ebbene – continua Novaretti – a differenza di quanto accade in altre situazioni, gli associati biellese si sono dimostrati i più fiduciosi nella ripresa. Ovviamente il 2021 sarà ancora un anno da dimenticare ma a partire dal prossimo anno le speranze di una forte ripresa sono molte. Insomma i ristoratori del Biellese non hanno alcuna intenzione di gettare la spugna».

A livello nazionale un’indagine condotta da Fipe e Format Research certifica che il 97,5% degli imprenditori ha registrato, nel corso del 2020, un calo del fatturato della propria azienda. In particolare, sei titolari di Pubblici esercizi su dieci ha lamentato un crollo di oltre il 50%, mentre il 35,2% ritiene che il fatturato si sia contratto tra il 10% e il 50%. I motivi alla base della riduzione dei ricavi sono da ricercarsi principalmente nel calo della domanda a causa delle misure restrittive, sia sulle attività che sulla mobilità delle persone (88,8%), nella riduzione della capienza all’interno dei locali per l’attuazione dei protocolli di sicurezza (35,4%) e nel calo dei flussi turistici (31,1%), in particolare di quelli stranieri.

A fronte di tutto questo, i ristori previsti dal governo sono stati insufficienti. Per l’89,2% degli imprenditori i sostegni sono stati poco (47,9%) o per nulla (41,3%) efficaci.

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