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I burattinai sono sempre gli stessi

Sale & pepe, la rubrica di Luigi Apicella

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L’estate sta finendo e un anno se ne va cantavano i Righeira e mai come quest’anno la malinconia dell’autunno “di crisi” alle porte si fa sentire. Con un’eccezione tutta biellese: il rompicapo relativo alla prossima corsa a sindaco di Biella che sembra contagiare tutti, specie i diretti interessati, i quali – tolti già da tempo pinne, fucile ed occhiali di vianelliana memoria – si stanno già dando da fare per strappare la tanto agognata candidatura a “sindic”. Per fare cosa poi non si sa visti i tanti “disastri” cittadini di questi anni…

Come direbbe la mia amica Fiorella del bar della Stazione questa storia della campagna elettorale francamente un po’… MANNOIA (senza apostrofo, in omaggio alla grande cantante presto in città), meglio sarebbe cambiare un po’ disco, che so magari semplicemente promettendo quello che si riesce a mantenere senza tanti voli pindarici nei programmi elettorali che già da ora cominciano ad arricchirsi di finte promesse e fantasie.

Una fanfaronata “Aldì” (non siamo forse la città degli Iper?) potrebbe essere il titolo di questa cattiva pratica dei nostri amministratori locali pronti a rilanciare sul tavolo da gioco degli investimenti e della crescita di Biella senza avere mai in mano la fish giusta. Ecco così tirare fuori dal cilindro locali multisala, discoteche, palestre e lounge bar con ampi parcheggi e spazi verdi in cui immergersi nei pressi degli Orsi ai confini con Gaglianico, per qualcuno la nuova Las Vegas dalle uova d’oro in tema di ristorazione, commercio, servizi alla persona. Un’idea geniale che andrebbe definitivamente a spostare l’asse della città verso sud con buona pace del centro cittadino e del taccuino dell’assessore al commercio.

Sembra davvero che in ambito di fanfaronate la mano della destra non sappia cosa faccia quella della sinistra, ma basterebbe avere buona memoria e un pizzico di sale e pepe per chiedersi ad alta voce: ma di tutti gli annunci e strabilianti concorsi di idee sul vecchio ospedale che cosa resta? E il tratto/viabilità di via Carso? Abbiamo sognato? Non si mormorava poi che entro giugno 2023 avremmo sorseggiato il primo caffè nei dehors in piazza Vittorio Veneto, la nostra, si fa per dire, nuova piazza San Marco? Come per la nostra funicolare, di fronte alle tante bugie e promesse non mantenute il futuro della nostra città laniera è sempre più appeso ad un “filo che non si riesce mai a cucire” in un progetto degno di questo nome. Può essere colpa solo di Corradino? Siamo davvero sicuri che escludendolo dalla corsa per le amministrative, il candidato prescelto riesca poi a fare miracoli? Credo di no, specie se coloro che tirano i fili o le fila sono gli stessi burattinai di sempre…

Luigi Apicella

1 Commento

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  1. Ardmando

    22 Settembre 2023 at 8:33

    Sarà bene che Corradino si trovi altro da fare nella vita perchè come sindaco non vale 1 euro. Non che chiunque arrivi possa fare qualcosa per fermare l’inesorabile declino di Biella. E’ la mentalità in generale che è vetusta, quella di un paese che si crede una città e che forse crede ancora di essere la città più ricca d’Italia, quando è probabilmente la città (pardon, paesone) più triste d’Italia. Un paese che non è stato nemmeno in grado di far rispettare la propria voce quando si è trattato di risanare il ponte della principale via di accesso. Lo stesso che non è capace di far funzionare la “funicolare” che porta all’unica area di pregio del paese, che non è in grado di sistemare le strade ne di riqualificare lo storico centro cittadino, che va fantasticando su come far imbrattare i muri fatiscenti di un ex ospedale, vero pugno in entrambi gli occhi di chiunque vi posi lo sguardo. E che tra l’altro è lo stesso paese che non è stato in grado di far costruire il nuovo ospedale all’interno del territorio comunale, ma ha preferito che fosse un altro comune a costruirlo. Sarà bene che chiunque prenderà il posto di Corradino, ripensi in meglio il paese per farlo diventare veramente una città, e che ignori le resistenze del vecchio che avanza e che si rimbocchi le maniche per trasformare Biella da paesone più triste e consunto e abbandonato l’Italia a città moderna e funzionale. Certo è che se qualcuno avrà il coraggio di votare nuovamente Corradino, nulla cambierà.

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