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Figlie di Maria, sentinelle del Santuario di Oropa

Pausa Caffè: Nel Biellese furono il primo vero esempio di integrazione, in silenzio, con discrezione, senza proclami né sfilate

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BIELLA – Se n’è andata suor Gabriella, una delle Figlie di Maria del Santuario di Oropa. Aveva 80 anni, era di origini lombarde e forse i frequentatori del Santuario la ricorderanno nella piccola bottega degli oggetti ricordo di Oropa. Queste religiose rappresentano un patrimonio per il Santuario, ma anche per la comunità. Sono le testimoni di una fede profonda, di una devozione senza fine, che anima in silenzio soprattutto i lunghi giorni d’inverno, quando Oropa, passata la stagione dei pellegrinaggi e delle escursioni, è davvero luogo di raccoglimento e di preghiera.

A fondare le Figlie di Maria fu nel 1634 Francesca Caterina di Savoia con la sorella Maria Apollonia. Non un ordine religioso vero e proprio, ma un gruppo di donne dedite all’assistenza dei pellegrini ed a molteplici attività in seno al Santuario, attività che si coniugano e traggono origine da una profonda fede mariana.

Le Figlie di Maria sono state e rimangono tuttora le silenti e preziose operaie di Dio che hanno attraversato generazioni e vissuto momenti difficili. Come quello, per altro tuttora in corso, della crisi vocazionale che indusse il mai dimenticato Rettore del Santuario canonico Giovanni Saino ad accogliere tra le fila delle Figlie di Maria alcune sorelle venute da lontano, perlopiù dall’India.

Fu un piccolo evento perché, per la prima volta, tra il personale religioso operante al Santuario di Oropa, si videro i volti giovani e sorridenti di ragazze venute da altre culture ed altre parti del mondo, unite in comunione dalla fede con le sorelle più anziane operanti al Santuario.

“Queste giovani sorelle” mi disse un giorno il Rettore canonico Saino “rappresentano il futuro della Figlie di Maria. A volte sono un po’ esuberanti e suscitano i borbottii delle sorelle più anziane, ma la Madonna di Oropa saprà trarre il meglio da loro”.

Credo che nel Biellese quello fu il primo vero esempio di integrazione, in silenzio, con discrezione, senza proclami né sfilate . Queste sorelle venute da lontano hanno accompagnato lunedì suor Gabriella nel suo ultimo viaggio con le loro preghiere. Per poi tornare nel silenzio della loro operosità ed in quella ultrasecolare testimonianza di fede della quale abbiamo tutti un po’ bisogno.

Giorgio Pezzana

 

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