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«Dopo l’evacuazione, non abbiamo più un tetto: per aiutarci ci chiedono di lasciare i nostri animali»

Parla una delle persone allontanate da una casa del Piazzo per motivi di sicurezza

Scritto da: mariafrapie@gmail.com

“Siamo stati evacuati dal nostro appartamento e non abbiamo più un posto dove dormire. In sostanza ci è stato proposto di scegliere tra un tetto e i nostri animali”.
Sono le parole di Simona, 56enne allontanata dall’alloggio del Piazzo in cui vive con il figlio adulto e il compagno. La decisione si è resa necessaria nel fine settimana per motivi di sicurezza, per via di alcune preoccupanti crepe formatesi su un muro dell’edificio di via Avogadro. Oltre alla loro, è stata evacuata anche un’altra famiglia. A complicare la situazione è la presenza di due cani e due gatti, che vivono insieme a Simona in via Avogadro.
«Questo crea problemi ai servizi sociali – spiega – perché avrebbero posto in un residence, però non sono ammessi animali. Lo stesso discorso vale per il dormitorio e gli alloggi a Oropa: non possiamo portarci i cani. Quindi praticamente dobbiamo arrangiarci da soli, loro al massimo ci danno 500 euro».
L’alternativa sarebbe separarsi provvisoriamente dagli animali: «Ci hanno proposto di lasciarli al canile finché non si sistema la situazione, ma non ho intenzione di separarli da noi, fanno parte della famiglia. Purtroppo a quanto pare gli animali non hanno diritti e non sono amati in questa città. Piuttosto vorrei che i servizi ci aiutassero a trovare un altro alloggio in affitto, anche attraverso privati se non sono disponibili soluzioni “popolari” o d’emergenza. Viviamo con il reddito di cittadinanza, ma un affitto non troppo alto possiamo pagarlo».
Nel frattempo sono in corso le analisi sulla situazione dell’immobile del Piazzo in cui vivevano, di proprietà della Chiesa: “Non sanno ancora dirci quanto tempo ci vorrà prima di potervi rientrare – conclude la donna -, prima devono ancora essere eseguite alcune analisi strutturali. Nel frattempo siamo praticamente in mezzo a una strada”.

Della vicenda si è occupato anche il sindaco Claudio Corradino: «Abbiamo servizi sociali all’altezza e sono certo che sia stato fatto tutto quanto in nostro potere e in nostro dovere – spiega -. Il problema è che questa persona deve accettare delle soluzioni, deve cercare di venirci incontro, visto che non è lei che provvede. Se ritiene di privilegiare i cani e i gatti, purtroppo posso farci poco. Una sistemazione per la sua famiglia la troviamo, ma è difficile trovarla anche per cani e gatti».
Il primo cittadino ci tiene poi a sottolineare che gli animali non sarebbero stati abbandonati a loro stessi: «Alla signora è stato consigliato di metterli momentaneamente al canile di Cossato, che è un ottimo canile consortile, dova gli animali vengono trattati bene, meglio che le persone. Noi vogliamo aiutare questa famiglia, ma la signora deve venirci incontro».

red.cr.