La Provincia di Biella > Attualità > Dopo l’appello Elisabetta Aiazzone ha trovato il farmaco
Attualità Biella -

Dopo l’appello Elisabetta Aiazzone ha trovato il farmaco

La carenza di “Chloroquina” è un problema per molti

Dopo l’appello Elisabetta Aiazzone ha trovato il farmaco

Il grido d’allarme è stato lanciato da Elisabetta Aiazzone (nella foto), ma il problema esiste anche per moltissimi altri pazienti. Nelle farmacie biellesi scarseggia, o manca del tutto, il farmaco “Plaquenil” e la sua versione generica “Chloroquina”. ll motivo è semplice: il farmaco è utilizzato negli ospedali di tutto il mondo per affrontare l’emergenza del “Coronarivus”, pare con risultati soddisfacenti. E così molte persone non riescono più a trovarlo. Persone che lo utilizzavano, soprattutto, per curare l’artrite reumatoide ma non solo. E che ora si vedono respinte le loro richieste, anche nel Biellese

“E’ un problema – ammette il dottor Andrea Servo, della farmacia di famiglia in via Italia -. Un problema per diverse persone, cui purtroppo dobbiamo dire di no. Ovviamente facciamo richieste continue alla casa madre produttrice del farmaco ed ai grossisti in giro per l’Italia, ma quasi sempre vane”. Le produzioni nel mondo, infatti, vengono quasi sempre indirizzate negli ospedali per l’emergenza sanitaria in corso. “Non spetta a noi alcun tipo di commento – spiega la dottoressa Daniela Balestrini, dell’omonia farmacia in via Pietro Micca -. Ma questa è la fotografia della situazione negli ultimi tempi. Abbiamo persone che da anni utilizzano questi farmaci, nostri clienti, cui purtroppo non riusciamo a dare quanto da loro chiesto. O comunque riusciamo a farlo con tempi d’attesa lunghi”.

“Sono affetta da lupus dal 1984. E per colpa del “Coronavirus” sono scoperta per la mia terapia medica, da cui dipendo per vivere”. E’ stato questo l’appello disperato di Elisabetta Aiazzone, figlia del famoso imprenditore del mobile Giorgio, morto negli anni Ottanta, dopo una straordinaria carriera partita da Biella e arrivata in tutta Italia. La donna dalla Svizzera ha lanciato il grido d’allarme, che si è concluso positivamente. Ora infatti ha una scorta di un paio di mesi del farmaco. “Grazie veramente a tutti dell’aiuto e della solidarietà che mi avete manifestato” ha scritto su un post pubblico Aiazzone, 47 anni, di professione architetto.

Per fortuna qualche confezione del medicinale in giro per la città si trova ancora. Nella farmacia del Masarone in strada del Lanificio, infatti, ne hanno alcune confezioni. Per avere il medicinale, ovviamente, bisogna avere la prescrizione del medico curante.
Paolo La Bua

© riproduzione riservata