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Dieci anni fa il naufragio della Costa Concordia durante il quale morì anche una 32enne biellese

Maria d’Introno, neo sposa di Cavaglià, annegò in quella maledetta notte

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Dieci anni fa la biellese Maria d’Introno perdeva la vita nell’assurdo naufragio della Costa Concordia. Oggi è il triste anniversario di una delle più terribili tragedie recenti del nostro Paese, costata la vita a 32 persone, tra le quali, appunto, una giovane biellese.

La 32enne di Cavaglià, neo sposa, morì annegata in quella maledetta notte, quando “l’inchino” della nave per salutare l’isola del Giglio degenerò in un naufragio a causa di una manovra azzardata.

Per quella vicenda fu condannato a 16 anni di reclusione il comandante Francesco Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio colposo, abbandono di navi, abbandono di incapaci e omessa comunicazione all’autorità marittima.

Per quanto riguarda invece i risarcimenti ai familiari delle vittime e ai superstiti, la Costa risarcì la maggior parte delle parti civili con una cifra complessiva di 66 milioni 482mila euro.

Tra i naufraghi c’era anche la cossatese Chiara Castello, che riuscì a salvare non solo se stessa, ma anche la sua bambina. Costituitasi parte civile e assistita lungo tutte le fasi del processo dall’avvocata Alessandra Guarini.

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