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Deposito Atap, da cinque anni i residenti di via Maggia attendono la rotonda

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Deposito Atap, da cinque anni i residenti di via Maggia attendono la rotonda

Il problema era stato posto una prima volta nel 2016. Oggi a distanza di cinque anni, visti i risultati nulli, gli abitanti di via Carlo Maggia a Biella hanno organizzato una petizione online per sollecitare un intervento risolutivo. La questione riguarda i mezzi Atap in uscita dal deposito aziendale che per immettersi in via Piave ora utilizzano via Maggia, una circostanza contestata dagli abitanti per ragioni di sicurezza.
Prima ancora dei residenti, la vicenda era stata anche posta in risalto dai sindacati del personale Atap che già cinque anni fa avevano sottolineato la potenziale pericolosità della soluzione adottata, ovvero l’attraversamento di via Maggia per l’immissione dei mezzi pesanti su via Piave. Nel riconoscere che la situazione era tutt’altro che ottimale l’allora presidente dell’azienda trasporti, Rinaldo Chiola aveva chiesto la realizzazione di un’apposita rotonda per evitare l’attraversamento di via Rivetti: «L’idea originale era quella di fare il giro da sud – aveva spiegato – ma l’aumento del chilometraggio da parte degli autobus sarebbe costato all’azienda un esborso annuale di 50mila euro, ritenuto non sostenibile».
Un appello, quello rivolto all’amministrazione comunale che però non era stato ascoltato e così, per motivi economici, i pullman hanno continuato e continuano a utilizzare la via Maggia.
«Quello che a noi importa – afferma un residente – è che si metta la parola fine a questa situazione di pericolo in spregio, tra l’altro, a quanto prevede il codice della strada. Tanto per fare un esempio, sotto gli occhi di tutti, la mancanza della distanza dei 150 metri per i mezzi che sbucano dalla curva della Protezione civile provenienti da Corso San Maurizio. Tra l’altro la velocità massima consentita sarebbe di 30 chilometri orari, limite abbondantemente, e ripeto abbondantemente superato».
Il discorso del difficile rapporto tra residenti e viabilità non riguarda solo l’azienda trasporti e via Maggia: «All’atto della realizzazione del parco di Porta San Paolo il progetto prevedeva anche la realizzazione di un passaggio pedonale protetto che a tutt’oggi non è stato realizzato, costringendo persone con animali al seguito ad attraversamenti rocamboleschi».
La raccolta firma ha come destinatari sindaco, prefetto e presidente Atap. I residenti sono in attesa di risposta.

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