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Dal Liceo del Cossatese all’Aeronautica militare americana

Giovanni Morello, ormai per tutti Johnny, 23 anni, dopo aver completato il ciclo di studi in città ha deciso di fare carriera nell’esercito

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COSSATO – Giovanni Morello, 23 anni, ha completato gli studi al Liceo del Cossatese e Vallestrona nel 2019 e, dopo aver frequentato un anno all’Università di Reading in Inghilterra, corso di Scienze biologiche, ha deciso di proseguire nell’ambito dell’aeronautica americana, United States Air Force, in cui attualmente lavora.

«Ricordo che mi trovavo nel mio appartamento e pensavo a cosa avrei potuto fare – spiega -. Diverse persone in passato mi avevano parlato bene delle forze armate, nello specifico dell’Aeronautica americana. Farne parte è un’opportunità. È considerato un buon inizio per i giovani, per avere un’idea di disciplina e di lavoro, aspetti che in questo periodo forse mancano nei ragazzi. Sono allora tornato in Italia e ho contattato un sergente specializzato nel reclutamento della base aerea di Aviano, sito militare italiano utilizzato dall’aeronautica militare statunitense. È stato così che ho iniziato un percorso durato quasi un anno. Superando diversi test scritti e fisici alla fine ce l’ho fatta, sono riuscito a entrare».
Incontriamo Giovanni, ormai per tutti Johnny, in città durante le sue due settimane di licenza trascorse con la famiglia.

«Completato il processo italiano sono stato mandato alla base di Lackland, Joint Base San Antonio-Lackland, in Texas, in cui ho seguito per due mesi l’addestramento militare che si fa nei boot camp, un’esercitazione severa – prosegue -. Anche là ho dovuto superare una serie di test scritti, esercizi fisici ed esami medici per poter comprendere se fossi idoneo. Tutto è andato bene. Da quel momento ho affrontato diversi concorsi prima di far parte del “big bad airforce”, espressione usata dai giovani per intendere le Forze armate aeree americane».

La sua lingua principale è ormai l’inglese e a volte dobbiamo cercare insieme la corretta traduzione in italiano.
«Sono stato poi spostato in un’altra base, in Texas, in cui ho iniziato ad apprendere il lavoro – dice ancora -. Faccio manutenzione agli aerei. Sono tecnico avionico, “integrated avionic”. Mi occupo del sistema elettronico, dei computer di bordo. Nella base di Sheppard, ancora in Texas, nel 2021, da giugno a ottobre, ho approfondito la teoria. La seconda fase dell’addestramento si è tenuta nella base di Eglin in Florida, con un corso teorico e uno pratico. È stato interessante. Oggi lavoro sugli F-35 Lightning II, un modello di caccia».

La sua vita si svolge negli Stati Uniti. È cittadino americano, ma ha mantenuto la nazionalità italiana. Si dice convinto della scelta e la rifarebbe. Johnny, senti di suggerirla ad altri giovani?
«In questi anni ho ricevuto diverse domande sul percorso che ho fatto. Di solito racconto la mia storia. Ho diversi amici che vorrebbero tentarla anche loro. Personalmente ho iniziato proprio con un caro amico».

Diventare militare di professione non è una scelta comune.
«Ci sono diversi aspetti vantaggiosi – spiega ancora Johnny, che nel frattempo, ultimato l’addestramento a Eglin, è stato spostato nella base militare di Luke, in Arizona -. All’inizio le esercitazioni sono state rigorose, impongono disciplina perché è necessario comprendere l’ordine e la precisione. Occorre mantenere un buon comportamento, uno stile di vita sano e ottenere un buon punteggio negli esami. Ora invece la disciplina rimane, ma non è più martellante. Vivo tranquillo e porto avanti attività nel tempo libero. Ho ripreso il percorso universitario. Lavoro e studio. Il Governo ci dà uno stipendio adeguato per poterci mantenere a scuola. Possiamo usufruire di molti benefici, dall’assicurazione sulla salute all’alloggio. Vivo a Luke da un anno e mezzo e faccio volontariato, organizzando eventi interni alla caserma. Certo, sono sempre a disposizione, potrebbero spostarmi in altre basi, dove c’è bisogno. Il mio sogno è di diventare ufficiale e pilotare gli aerei su cui lavoro. Terminata l’università, fra due anni, perché serve la laurea, tenterò il concorso. Ho fatto sacrifici. Ho dovuto lasciare la famiglia e gli amici per iniziare qualcosa di nuovo. Nella vita però, nella crescita, ci sono ostacoli da superare, turbolenze. Ho firmato un fermo per 6 anni. L’obiettivo è di fare 20 anni di carriera e poi potrei chiedere il pensionamento. Quando ti congedi l’aeronautica aiuta a trovare un altro lavoro e, volendo, puoi continuare a lavorare».

 

Anna Arietti
anna.arietti@gmail.com

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