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Da Super Mario Bros a GTA: il fenomeno del “gioco nel gioco”

Alcune curiosità

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Amanti dei videogames unitevi e armatevi di gamepad! La seconda metà dell’anno è appena iniziata e sono tanti i titoli per console, PC e dispositivi mobile che stanno per uscire. Il periodo più caldo, però, sarà quello di settembre, con l’arrivo dei nuovi capitoli calcistici come PES e FIFA o di altri generi, come sparatutto e adventure. Ma quello che vorremmo fare nelle prossime righe è svelarvi alcune curiosità davvero interessanti che riguardano un fenomeno chiamato “gioco nel gioco”. Questo avviene nel momento in cui determinati giochi popolarissimi a livello mondiale, non per forza videogames, sono richiamati all’interno dei giochi da schermo nelle maniere più disparate. Si va dal bowling alle corse in auto, fino ad arrivare ai quiz. Ma attenzione anche ai giochi di carte, su tutti il poker. Di questo, quasi tutti conoscono le regole, nonostante si differenzi in tutto il mondo per le varietà e le singole discipline del gioco. Ad esempio in Italia è diffusa la variante classica, basata sulla distribuzione di 5 carte coperte per giocatore, con un massimo di 4 cambiabili per mano.

Altre, invece, sono caratterizzate dalla presenza di 5 community cards, ossia carte comuni, combinabili con quelle coperte che si hanno in mano, solitamente due. Rientra in questa variante il Texas Hold’em, arrivato ad attecchire come disciplina più diffusa del poker nel mondo. Un gioco intuitivo e diffuso, dunque, spesso richiamato anche nel mondo dei videogames. Scopri di più sui videogiochi che al proprio interno ospitano mini-games basati sul poker. Oltre ad app o titoli a tema, esistono alcuni giochi su schermo che permettono di cimentarsi in una partita a poker, specie Texas, attraverso un minigioco nel corso della trama principale. Uno dei titoli principali che nascondono nel loro svolgimento la possibilità di farsi una partita a poker è senz’altro GTA V.

Come si sviluppa il mini-gioco all’interno di Watch Dogs e Fallout: New Vegas?

In questo, per esempio, è possibile giocare alla versione del poker con tre carte contro il banco. Quindi chi si affronta non è un altro giocatore, magari online, ma il croupier computerizzato, mosso dall’intelligenza artificiale. La difficoltà è piuttosto alta nel battere il computer, ma con un po’ di pratica e di fortuna si può vincere qualche mano. Più variegata è la presenza del poker in Watch Dogs. In questo videogame, ambientato in una Chicago virtuale e videosorvegliata, si ha modo di partecipare a partite di Texas Hold’em nel corso della storia. Qui si può anche decidere di imbrogliare, magari riuscendo a leggere le carte altrui, dato che il protagonista del gioco è un hacker.

Ma non sono solo i titoli ambientati in America a contenere partite a poker al proprio interno. Richiami ce ne sono anche in alcuni videogames che non ti aspetti. Su tutti Super Mario Bros e Mario 64 DS. Il piccolo eroe vestito di rosso e blu, infatti, dà la possibilità ai giocatori non solo di saltare su funghetti o tartarughe alla ricerca della principessa da salvare nei vari castelli. Bensì, permette anche di cimentarsi in alcuni mini-giochi basati sul poker, attraverso i quali si possono portare a casa premi utili a terminare il gioco, come vite aggiuntive, monete e diversi bonus o potenziamenti del protagonista. Attenzione, invece, ai falsi miti. Per esempio, al contrario di tutto quello che abbiamo visto finora, c’è un gioco in cui il poker ce lo si aspetterebbe di diritto: “Fallout: New Vegas”. Questo, infatti, è ambientato nella città tipica dei casinò, Las Vegas, ribattezzata New in quanto rifondata dopo uno scenario apocalittico avvenuto nel passato. Di sale ce ne sono molte, ma l’unico gioco di carte al quale non è possibile cimentarsi è, incredibilmente, proprio il poker, mentre, per esempio, è presente il black jack.

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