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Crisi dei fioristi: “Anche i crisantemi si vendono poco”

Le celebrazioni del 1° novembre dovrebbero segnare anche un’impennata nell’acquisto di fiori, ma sembra che quest’anno non sia proprio così.

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BIELLA – Come sempre le celebrazioni del 1° novembre dovrebbero segnare anche un’impennata nell’acquisto di omaggi floreali, ma sembra che quest’anno non sia proprio così.

Per lo meno questa è la sensazione dei diretti interessati, ovvero i fioristi, come conferma Mario Novaretti, che oltre a essere titolare di un esercizio cittadino, è anche presidente dell’Ascom.

«In effetti assistiamo a una ricerca di una certa eleganza – è il suo commento – che si concretizza in omaggi floreali più costosi che però sono alla portata di una parte minoritaria di clientela. La maggioranza invece, vittima delle diverse crisi economiche che caratterizzano il nostro Paese, tende a tagliare i costi, compresi quelli relativi ai fiori. Ad esempio, i crisantemi, simbolo di questa ricorrenza, ormai se ne vendono proprio pochi. Con l’allentamento delle restrizioni sanitarie ci aspettavamo una ripresa del settore che invece purtroppo non c’è stata».

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