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Covid, situazione drammatica nelle case di riposo del Biellese

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«La situazione delle case di riposo nel Biellese è drammatica. A oggi su una trentina di strutture presenti nel territorio, in 11 è accertata la presenza di focolai, o sospetti focolai, di coronavirus». Lo dice Cristina Martiner Bot, segretaria biellese Funzione pubblica della Cgil. Sono a rischio: Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), Oasi di Chiavazza, Belletti Bona, Anffas di Gaglianico, Cerino Zegna Occhieppo Inferiore, Residenza Maria Grazia di Lessona, Casa di riposo di Sandigliano, Sorriso di Andorno, Il Sole di Pollone, Casa di riposo Frassati di Pollone, Casa di riposo Gallo di Cossato.
Scatta anche l’allarme personale. «Siamo vicini al collasso – dice Francesco Montoro, presidente di Eurotrend -. Grazie a un protocollo firmato con la Regione, possiamo assumere anche operatori non specializzati. Chi è interessato si faccia avanti con urgenza».

Ma l’attenzione torna sugli ospiti
«Così com’è accaduto nelle altre regioni – continua Cristina Martiner Bot – la lotta contro la diffusione del contagio si è concentrata negli ospedali, dove peraltro la situazione è lontana dall’essere ottimale, e le strutture per anziani sono state semplicemente dimenticate o, com’è accaduto in Lombardia, addirittura utilizzate come “parcheggio” per contagiati con i devastanti risultati che purtroppo conosciamo».
Dunque la situazione delle case di riposo nel Biellese rimane molto grave in mancanza di interventi risolutivi e immediati: «Proprio a causa dell’iniziale e colpevole sottovalutazione, tra gli ospiti e anche il personale operante nelle diverse strutture si è registrato un elevato numero di contagi. Poi a seguito della necessità di personale negli ospedali per fronteggiare il Covid 19, le Asl piemontesi hanno emesso un bando per l’immediata assunzione di personale OSS e infermieristico operante nelle case di riposo e questo ha ulteriormente aggravato la situazione. E così oggi ci troviamo con un numero di addetti assolutamente insufficiente».

Anche sulla sicurezza dei lavoratori ci sono state gravi carenze?
«Le rispondo dicendo che abbiamo chiesto ufficialmente ad ogni singola struttura la situazione dei DPI: ci hanno risposto solamente il 20 per cento degli interpellati, gli altri non ci hanno nemmeno preso in considerazione. La nostra richiesta è che l’Unità di crisi fornisca i sistemi di protezione anche alle case di riposo in quanto scarseggiano».

Ma i famosi tamponi così tanto reclamizzati?
«Sui tamponi la Regione si è mossa in gravissimo ritardo. Hanno pubblicizzato una campagna a tappeto ma, al momento, sono rimaste semplici enunciazioni. Una volta accertata la presenza di un contagiato i tamponi dovrebbero essere fatti a tutto il personale presente nella struttura, altrimenti l’operazione non serve a nulla. Al di là di promesse ed enunciazioni, questo non avviene. Niente di sorprendente. A distanza di settimane dall’inizio dell’epidemia non sì è ancora riusciti a organizzare una distribuzione generalizzata, ovviamente gratuita, a tutta la popolazione, figuriamoci l’effettuazione di una campagna sistematica di tamponi».

Oltre alla delusione in Cristina Martiner c’è anche tanta amarezza e rabbia. «Prima o poi l’epidemia sarà sconfitta e allora qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere della morte di tantissimi anziani, i nostri genitori o i nostri nonni, praticamente abbandonati a loro stessi, senza aver nemmeno avuto la possibilità di rivolgere un ultimo saluto ai propri figli, ai propri cari. Tra le tante di questo drammatico periodo, questa rimane e rimarrà la tragedia più grande. L’incapacità di difendere i nostri anziani».

1 Commento

1 Commento

  1. Enzo

    17 Aprile 2020 at 21:09

    Comune di Occhieppo inferiore contagiati (secondo i dati della regione) 8 Aprile 7, 9 Aprile 17, 12 Aprile 34, ad oggi 17 Aprile sono 39 in un comune di 3900 abitanti , cosa sta succedendo ? Casa di riposo o gli Occhieppesi che vanno a spasso ? Nessuno dice nulla ….. non mi sembra una cosa normale

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