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Covid in Europa, il Piemonte resta ‘rosso scuro’

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In Europa, il Piemonte resta in rosso scuro nella mappa aggiornata oggi, giovedì 15 aprile, da Ecdc (Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. La nostra regione, in base al report dell’ultima settimana, continua quindi ad essere annoverata nelle zone ad alto rischio di contagio nonostante il calo dell’Rt (sotto l’1), dei contagi e dei ricoveri. Il rosso scuro infatti si verifica quando gli indicatori utilizzati si riferiscono al numero di contagi per 100mila abitanti: il rosso scuro, corrisponde a più di 500 casi. A influire molto probabilmente la zona di Cuneo, che a differenza del resto del Piemonte in arancione da lunedi scorso, a livello nazionale, resterà in rosso fino a domenica.

La situazione in Italia

E mentre da questa settimana migliorano Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Friuli e Provincia di Trento che passano al colore ‘rosso’, in Piemonte, Valle d’Aosta e Puglia l’allarme resta alto. Sulla nostra penisola comunque, nessuna regione sulla mappa europea figura, almeno per il momento, in arancione.

La situazione in Europa

Il Piemonte è rosso scuro così come quasi l’intera Francia e i Paesi Bassi. A Nord è in rosso scuro anche l’intera Svezia, mentre a Est a rischio restano Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina. Più a sud Croazia e alcune zone di Grecia e Bulgaria. Dando uno sguardo all’Europa, in arancione solo Portogallo, alcune zone della Spagna, la porzione sud della Norvegia, la Finlandia e parte dell’Irlanda. In verde, condizione che si verifica quando il tasso di notifica di 14 giorni è inferiore a 25 casi su 100mila abitanti e il tasso di positività è sotto il 4% – solo il nord della Norvegia e l’Islanda

Rosso scuro, cosa cambia per i cittadini

In Europa dunque, nelle zone in rosso scuro – dove l’incidenza dei contagi è sopra la soglia dei 500 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni –  quindi a più alto rischio, si hanno maggiori limitazioni per ciò che riguarda gli spostamenti: obbligo di tampone e quarantena per chi da quelle aree vuole muoversi nel resto dell’Unione Europea. Per la verità si tratta di raccomandazioni per tentare di contenere la diffusione dei casi da Sars-CoV2, più che di vere e proprie misure restrittive imposte dai governi.

1 Commento

1 Commento

  1. S.MARCO

    16 Aprile 2021 at 13:28

    altra minchiata delle istituzione europee fuori dalla realta

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