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Covid a Sordevolo, colpa di una cena

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A Sordevolo lo sanno anche i muri. L’emergenza sanitaria legata ai positivi al “Covid-19” nasce da una cena tra amici, cui hanno partecipato anche persone che lavorano nella casa di riposo del paese, già al centro di un vero e proprio focolaio da diverse settimane.

Nel paese della Valle Elvo, ovviamente, tutti, o quasi, conoscono nomi e cognomi del gruppo di amici che ogni settimana da molti anni si ritrova per mangiare e bere in allegra compagnia. In questo caso la famosa “cena del martedì” sarebbe avvenuta di sabato, ma la sostanza ovviamente non cambia rispetto all’emergenza sanitaria e alle conseguenze che sta avendo sull’intera comunità. Al centro della polemica, infatti, c’è il fatto che persone che lavorano nella struttura di ricovero per anziani, già al centro di segnalazioni per problemi legati al “Covid-19”, abbiano organizzato o partecipato a una cena con altri 30-35 commensali. A dimostrazione che assembramenti e assenza di distanze tra le persone facilitino i contagi, almeno 30 dei presenti alla cena sono poi risultati positivi al virus. Un caso? Ovviamente le persone che lavorano nella casa di riposo al momento di partecipare o, addirittura, secondo alcune voci, di organizzare l’abituale ritrovo, non sapevano di essere positivi nella fatidica data di due settimana fa. Al momento dell’incontro serale, però, c’era già grande attenzione sulla casa di riposo, tra tamponi e segnalazioni dell’autorità sanitaria. E quindi, in ragione dell’emergenza in corso, nel mondo, ma anche in paese, forse, sarebbe stato meglio evitare il nuovo appuntamento tra amici, con carne e vini rossi.

L’incontro in questo ultimo caso, sarebbe avvenuto all’interno di un garage, forse al riparo da sguardi indiscreti ma in una piccola comunità difficile da nascondere una volta scoppiato il caso. Le identità dei partecipanti, infatti, tra i residenti, sono note e sulla bocca di tutti.

Sordevolo in questo momento è il paese con il maggior numero di positivi nell’intero Biellese. Su 112 casi segnalati (vedi servizio pagina 9) la maggior parte sono infatti localizzati qui. Ben 71 si sono registrati nella Rsa “Nostra Signora di Oropa”, dove ci sono stati due decessi, un uomo e una donna di oltre novant’anni. 45 sono gli ospiti e 26 gli operatori della struttura positivi e ora isolati. I responsabili della struttura hanno inviato, nei giorni scorsi, una richiesta di verifica dei propri protocolli all’Azienda sanitaria locale. Sulla situazione venutasi a creare in paese, il sindaco Alberto Monticone invita alla prudenza: «La situazione è seria, ma non creiamo allarmismo. Non siamo un nuovo “caso Codogno”. Il paese non è da zona rossa. La vita in paese prosegue normalmente, per tutti. Le persone positive sono in quarantena. La situazione è quindi sotto controllo e monitorata costantemente. Non trattateci come degli appestati».

Paolo La Bua

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