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Chiude il Dpiù di via Galimberti

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Sabato 28 ottobre sarà l’ultimo giorno di apertura del supermercato “Dpiù” di via Galimberti a Biella.
La proprietà lo ha ufficialmente comunicato tramite lettera agli attuali quattro dipendenti, direttore più tre addetti. L’esercizio commerciale dunque chiuderà i battenti e la struttura si aggiungerà così ai tanti edifici dismessi presenti in città in quanto, al momento, non è previsto un suo riutilizzo, almeno per quanto se ne sappia.
Si conclude dunque a breve la carriera cittadina del marchio “Dpiù” che solamente nel maggio dello scorso anno aveva rilevato lo storico “A&O”, presente da anni nella struttura. La chiusura rappresenta un altro duro colpo per l’intera zona a sud di via Lamarmora, non solo sotto l’aspetto strettamente commerciale. Una volta infatti il quartiere risultava molto frequentato per la presenza del vicino liceo scientifico, del centro prenotazioni dell’Azienda sanitaria e del supermercato, appunto. Il primo a levare i battenti è stato il centro prenotazioni i cui uffici sono stati trasferiti in via Caraccio, nei pressi del vecchio ospedale, e nel nuovo nosocomio di Ponderano, a cui dalla prossima settimana si aggiungerà pure il supermercato.
La cessazione dell’attività commerciale è un duro colpo anche per gli attuali quattro dipendenti, direttore più tre addetti alla vendita.
Per quanto riguarda quest’ultimi il gruppo ha offerto loro un buonuscita di 10mila euro oppure il trasferimento in altre strutture situate però fuori regione come conferma il rappresentante territoriale del settore commercio UIL Antonio Di Maio: «L’offerta del gruppo ai dipendenti è assolutamente inaccettabile, in quanto non si capisce come i lavoratori, ai quali peraltro è stato offerto un lavoro part-time di 22 ore settimanali, possano sopravvivere lavorando a un centinaio di chilometri dalla propria residenza con uno stipendio ridotto. Tra l’altro si tratta di personale con una certa età e con famiglie a carico. Come sindacato siamo impegnati sui tavoli delle trattative al fine di riuscire a ricollocare almeno qualche dipendente e dissuadendo alcuni dal “vendere” il proprio posto di lavoro per qualche euro».
Tra l’altro, i sindacati dei lavoratori hanno proposto che i dipendenti di via Galimberti vengano ricollocati in città, o nel Biellese, considerando il fatto che la capogruppo oltre al “Dpiù” possiede altri marchi di vendita presenti e operativi sul territorio da numerosi anni.
«Le chiusure e i trasferimenti fatti ad hoc – continua il sindacalista – paiono infatti proprio finalizzate a “far fuori” le lavoratrici con più anzianità ed assumere al proprio posto giovani apprendisti meno costosi, come del resto è già successo in alcuni punti vendita».
Ma le accuse riguardano anche altro: «Voglio ricordare che il punto vendita di via Galimberti è stato anche teatro di alcuni strani episodi dove almeno due lavoratrici di una certa età ed esperienza sono state licenziate perché accusate di furto, ovviamente mai dimostrato, ma strumentalizzato al fine di liquidarle velocemente. Vedremo cosa accadrà entro la fine del mese».

Sabato 28 ottobre sarà l’ultimo giorno di apertura del supermercato “Dpiù” di via Galimberti a Biella.
La proprietà lo ha ufficialmente comunicato tramite lettera agli attuali quattro dipendenti, direttore più tre addetti. L’esercizio commerciale dunque chiuderà i battenti e la struttura si aggiungerà così ai tanti edifici dismessi presenti in città in quanto, al momento, non è previsto un suo riutilizzo, almeno per quanto se ne sappia.
Si conclude dunque a breve la carriera cittadina del marchio “Dpiù” che solamente nel maggio dello scorso anno aveva rilevato lo storico “A&O”, presente da anni nella struttura. La chiusura rappresenta un altro duro colpo per l’intera zona a sud di via Lamarmora, non solo sotto l’aspetto strettamente commerciale. Una volta infatti il quartiere risultava molto frequentato per la presenza del vicino liceo scientifico, del centro prenotazioni dell’Azienda sanitaria e del supermercato, appunto. Il primo a levare i battenti è stato il centro prenotazioni i cui uffici sono stati trasferiti in via Caraccio, nei pressi del vecchio ospedale, e nel nuovo nosocomio di Ponderano, a cui dalla prossima settimana si aggiungerà pure il supermercato.
La cessazione dell’attività commerciale è un duro colpo anche per gli attuali quattro dipendenti, direttore più tre addetti alla vendita.
Per quanto riguarda quest’ultimi il gruppo ha offerto loro un buonuscita di 10mila euro oppure il trasferimento in altre strutture situate però fuori regione come conferma il rappresentante territoriale del settore commercio UIL Antonio Di Maio: «L’offerta del gruppo ai dipendenti è assolutamente inaccettabile, in quanto non si capisce come i lavoratori, ai quali peraltro è stato offerto un lavoro part-time di 22 ore settimanali, possano sopravvivere lavorando a un centinaio di chilometri dalla propria residenza con uno stipendio ridotto. Tra l’altro si tratta di personale con una certa età e con famiglie a carico. Come sindacato siamo impegnati sui tavoli delle trattative al fine di riuscire a ricollocare almeno qualche dipendente e dissuadendo alcuni dal “vendere” il proprio posto di lavoro per qualche euro».
Tra l’altro, i sindacati dei lavoratori hanno proposto che i dipendenti di via Galimberti vengano ricollocati in città, o nel Biellese, considerando il fatto che la capogruppo oltre al “Dpiù” possiede altri marchi di vendita presenti e operativi sul territorio da numerosi anni.
«Le chiusure e i trasferimenti fatti ad hoc – continua il sindacalista – paiono infatti proprio finalizzate a “far fuori” le lavoratrici con più anzianità ed assumere al proprio posto giovani apprendisti meno costosi, come del resto è già successo in alcuni punti vendita».
Ma le accuse riguardano anche altro: «Voglio ricordare che il punto vendita di via Galimberti è stato anche teatro di alcuni strani episodi dove almeno due lavoratrici di una certa età ed esperienza sono state licenziate perché accusate di furto, ovviamente mai dimostrato, ma strumentalizzato al fine di liquidarle velocemente. Vedremo cosa accadrà entro la fine del mese».

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