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«Caro ministro della Scuola, grazie a lei e a tutti i professori»

Caro Ministro della Scuola, sono una studentessa di 17 anni che frequenta la terza superiore a Biella. Inizio a dire che la didattica a distanza funziona bene ed è stata fin da subito una buona risorsa per tutti nel continuare a fare le lezioni. All’inizio era un po’ difficile seguire le videolezioni, ma ora va tutto bene. Bisogna ringraziare tutti i professori e la scuola, che si sono messi a disposizione per eventuali problemi (hanno portato insieme alla protezione civile i computer alle persone che ne avevano necessità).
Parliamo delle famiglie che hanno avuto bisogno dei computer per poter collegare i bambini, riusciamo a capire quante sono state? No, perché sono tantissime. Riusciamo a capire quanto impegno e costanza ci hanno messo per poter ottenere questi computer? No. Allora pensiamo a queste famiglie e anche alle altre, pensiamo a quei genitori che stando a casa hanno perso il lavoro, pensiamo a tutte le madri e padri che stanno dietro ai propri figli per poterli far andare bene a scuola, senza di loro sappiamo in quanti seguirebbero le videolezioni o farebbero i compiti? No, non lo sapremo in questo periodo.
Pensiamo ai genitori che tra poco andranno a lavorare e lasceranno i figli piccoli da soli, a chi possono affidare i loro bambini? Ai nonni non possono lasciarli perché sono una fascia a rischio; alla baby-sitter sì, ma non tutti possono permettersene una.
Pensiamo a loro, loro saranno il futuro di questo mondo, non possiamo lasciarli soli, soprattutto in questo momento. Non dico di aprire asili e scuole, perché penso che bisognerà farlo solo quando ci sarà un vaccino. Non serve dire che andranno solo i più grandi, con entrate scaglionate e con le mascherine, perché anche loro vivono a contatto con il virus per tutta la giornata. Si può continuare a fare scuola a casa con la didattica a distanza, visto che va così bene, ma a scuola non ci dovrebbe andare nessuno, sennò rischiamo di avere altri contagi e questa epidemia non finirà più.
Se si deve stare a casa, si sta a casa, non che a settembre si va a scuola. Non avrebbe senso. Anche io vorrei tornare a scuola, ma penso anche che non sarei felice di andarci sapendo che questo virus circola ancora, andrei a scuola con la paura costante di essere infettata, sarei più sicura dopo essere stata vaccinata.
Un altro problema che sorge è quello delle valutazioni di fine anno. Penso che comunque non ci debbano essere delle insufficienze quest’anno, è stato un anno davvero duro per tutti. Penso che ora tutti si siano collegati e stiano facendo le videolezioni e i compiti. Ci può stare che un’interrogazione vada male, ma se sono sempre stata presente alle videolezioni e ho sempre consegnato i compiti in tempo, sicuramente non mi merito un’insufficienza nella pagella, perché ho mostrato impegno e costanza in quello che ho fatto. Per esempio io ho fatto un’interrogazione adesso, per fortuna è andata bene, però non era come farne una a scuola, avevo più ansia e avevo anche paura di sbagliare a dire qualcosa… infatti ho detto tante cavolate e ne sono consapevole.
Però io dico: con tutto quello che ci circonda, tutte le notizie che sentiamo ogni giorno, vi pare giusto interrogare gli studenti? Io penso proprio di no, è vero che gli insegnanti ci vengono sempre incontro, ma quando ho fatto questa interrogazione non mi è sembrato che ci stessero aiutando (non intendo i professori). Mi sono sentita in colpa quando sbagliavo e stavo male in quel momento, infatti volevo che finisse subito l’interrogazione. Si possono fare verifiche e test che mettono sicuramente meno ansia oppure possono valutare solo l’impegno nella consegna dei compiti e nella partecipazione alle videolezioni, come si sta facendo ora con le elementari e le medie.
Quest’anno è stato duro ma grazie a questo virus si sono scoperte nuove cose, l’importanza di stare a casa con la propria famiglia, i valori che ci danno le persone che ci stanno accanto (amici e parenti). Chiudo questa lettera ringraziandola e augurandomi che presto si possa tornare alla normalità con le dovute precauzioni e con un vaccino fatto. Andrà tutto bene.
Francesca Gaida
(Istituto “E.Bona”)

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