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Cantieri in città, fioccano le polemiche

BIELLA – Lavori in corso, uguale polemiche.
Assessore Davide Zappalà, cosa risponde ai cittadini (molto arrabbiati)?
«Che bisogna avere un po’ di pazienza. I cantieri sono stati aperti in estate, quando c’è meno traffico. E’ una scelta obbligata, direi da sempre».

Sarà. Ma ai cittadini non sta bene. E sui social scrivono di tutto.
«Le scuole sono chiuse e l’emergenza sanitaria ha portato all’aumento del numero di lavoratori in “smart-working”. Quindi a un traffico di veicoli sulle nostre strade inferiore alla media. Il momento per certi interventi in città è questo. Mi spiace per i possibili disagi ma alternative non ce ne sono».

Asfaltature, cubettature e posa della linea del teleriscaldamento. Per forza tutto insieme?
«L’emergenza sanitaria ha bloccato i lavori e i cantieri, che dovevano partire prima. Ci sono delle evidenti cause di forza maggiore cui dobbiamo sottostare».

Spendete un sacco di soldi.
«Si tratta di un vero e proprio investimento. Non stiamo solo aggiustando delle strade, stiamo migliorando la qualità della vita dei cittadini».

Addirittura. In che modo?
«La città di Biella ha la qualità dell’aria migliore, tra i capoluoghi di provincia, di tutto il Piemonte. La possibilità di attrarre residenti da Milano o da Torino passa soprattutto da una dimensione di vivibilità e l’inquinamento dell’aria rappresenta una voce imprescindibile. Aumentare la rete di teleriscaldamento porta in questa direzione. Non sto dicendo, ovviamente, che, finiti i lavori, avremo folle di nuovi residenti, ma se la politica ha un ruolo è quello di lavorare per il futuro. Noi stiamo facendo questo. E sui soldi vorrei poter spiegare una cosa…».

Prego.
«Utilizzando i cubetti di via Torino, per le vie Pietro Micca e La Marmora, andremo a risparmiare quasi 300 mila euro. Merito del personale degli uffici, che ha calcolato alla perfezione il numero di cubetti».

Torniamo in città: i giovani scappano, o così pare, da Biella.
«Vero. Ma attenzione. Non è un fenomeno solo nostro. In tutta Europa le metropoli attraggono residenti dalle realtà urbane, piccole e medie, circostanti. Ognuno ha le proprie problematiche, ma ci misuriamo con problemi continentali».

Quindi siamo spacciati?
“No. Al contrario. E provo a dire: nel Biellese il tessile dà lavoro a 12 mila persone in modo diretto e a circa altre 8 mila in maniera indiretta. In un mondo che sempre più chiederà certificazioni ambientali e qualità della vita, le aziende locali sono all’avanguardia. Meno plastica e più prodotti certificati, nel futuro, potrebbero voler dire un rilancio del tessile locale. Oltre la crisi, insomma, ci sono delle opportunità storiche».

Non siamo condannati a diventare una città dormitorio, allora?
«C’è questo pericolo, che va combattuto. La politica a questo serve: a immaginare scenari diversi. Non è facile. Provarci però dà senso al mio lavoro, il più bello del mondo».

Addirittura…
«Faccio politica da quando ero ragazzo. Sognavo in termini mondiali e ragionavo su scenari geo-politici vasti, mentre oggi sono impegnato nella sistemazione delle strade… Ma soprattutto lavoro per il bene della mia città. Non ha prezzo».

Meglio assessore ai lavori pubblici a Biella che ministro degli esteri a Roma?
«Met
tiamola così: se lo fa Di Maio, c’è speranza per tutti».

Torniamo a noi. Governate da un anno. La gente ha fame di lavoro e di uscire dalla crisi. Non s’è visto molto.
«A breve partiranno i lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Santhià. Sarà una svolta. Su questa partita il territorio, non solo noi, si gioca il proprio futuro».


Paolo La Bua

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