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Biella, sabato pomeriggio a partire dalle ore 15 la grande festa dei Giardini Zumaglini

Organizzata dall’associazione culturale Storie di Piazza in collaborazione con Exlibris20

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“Prove di futuro sotto gli alberi secolari” è il titolo dell’iniziativa in programma ai giardini Zumaglini alle ore 15 di sabato 18 giugno, organizzata dall’associazione culturale Storie di Piazza in collaborazione con Exlibris20, regia di Oriana Minnicino. Le voci narranti di Storie di Piazza leggeranno alcuni miei pezzi sulla storia del giardino pubblico di Biella, tra le note dell’arpa di Irene Furno e la musica al pianoforte di Lavinia Pizzo.
Saranno due le postazioni, perché due furono le piazze storiche all’interno dei giardini Zumaglini. La prima è la parte est, attorno alla grande aiuola circolare, a pochi metri dal monumento ai Caduti. Qui sorgeva piazza d’armi (così chiamata in memoria dell’antica che, posta più ad oriente, tra l’attuale viale Matteotti e l’attuale via Bertodano, nel 1875 era stata resa edificabile e venduta a lotti per finanziare il grande giardino). Area contigua al giardino, libera e solo cinta da alberi dal 1876 (quando fu piantato il giardino pubblico) al 1921 (quando fu coltivata con piante e aiuole per aggiungersi al resto del giardino), piazza d’armi fu culla della tardiva, ma intensa belle époque biellese, con le prime partite di football, le spettacolari esposizioni e l’ascesa della mongolfiera al suono delle bande musicali.
“Prove di futuro sotto gli alberi secolari” rievocherà, grazie alle voci di Storie di Piazza, accompagnate dall’arpa di Irene Furno, l’atmosfera trasognata di piazza d’armi, quando mille occhi verso il cielo accompagnavano il calcio in alto della palla di cuoio o l’ascesa del gigantesco pallone aerostatico verso le nuvole. Qui, nel 1923, due anni dopo che la piazza non fu più piazza, venne posato il monumento ai Caduti, opera di Pietro Canonica. Le voci di Storie di Piazza e l’arpa di Irene Furno racconteranno la storia tenera e intensa di questa scultura, che fu concepita come omaggio alla pace.
Chiusa una piazza, si andò nel 1922 alla ricerca di un’altra. Così, sabato 18 giugno 2022, le voci narranti di Storie di Piazza, accompagnate dal pubblico, con una breve passeggiata si trasferiranno dal monumento ai Caduti al cuore stesso del grande giardino, dove i biellesi costruirono nella primavera 1922 la cassa armonica per ospitare i concerti delle bande musicali: volevano rivivere l’atmosfera che era stata di piazza d’armi, stando ancora assieme dopo la fatica del giorno o della settimana.
Sabato 18 giugno, poiché la piazza è un racconto, un concerto di voci che ora si frangono ora si uniscono, ad accogliere il pubblico proveniente da piazza d’armi saranno le note del pianoforte che Lavinia Pizzo suonerà dall’interno del Garden. Tra un abete di Douglas e un cipresso di Monterey, nei pressi della cassa armonica (di cui si attende una buona volta il restauro, con legittima impazienza), le voci di Storie di Piazza racconteranno la storia di questa “area sonora”, perché in altro modo non si potrebbe definire la radura, dentro il grande giardino, segnata dalla presenza non solo della cassa armonica con i concerti delle bande musicali, ma dal 16 luglio 1934 anche di un potente altoparlante, posto all’esterno di un colorato e luminoso chiosco di ristoro, tutto di ferro, costruito nel 1929 dalla ditta Piantino di Gaglianico. L’altoparlante, novello araldo, dall’etere raccoglieva e diffondeva le news del territorio e dei prodotti biellesi. Invenzione geniale, a cui i cittadini ogni sera accorrevano, sedendosi ai tavolini attorno al chiosco, sotto gli ombrelloni colorati. La cosa non era fuori luogo, perché il pubblico giardino di Biella (dal 1935 intitolato al grande botanico Maurizio Zumaglini) con le sue piazze fu luogo creativo, una culla di cose appena nate, una prova di… futuro.
Gianfranco Ribaldone

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