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Biella piange il parrucchiere Angelo

BIELLA -Biella ha perso il suo “angelo” dei capelli. All’età di 83 anni se n’è andato Giovanni Begni, da tutti conosciuto come Angelo, storico parrucchiere della città.
Era in pensione dal 2000, ma il suo era un volto ancora molto noto dato che per decenni le sue abili mani avevano tagliato barba e capelli a intere generazioni di biellesi.


Classe 1936, Begni era nato ad Asola, in provincia di Mantova. Come tanti conterranei, ad appena 17 anni aveva lasciato la propria casa, in una zona che nel Dopoguerra era economicamente depressa, in cerca di fortuna in aree piĂą ricche del Nord Italia.


«In un primo momento – racconta la figlia Monica – era intenzionato a trasferirsi a Milano, poi è arrivato a Biella e qui si è fermato. Gli piaceva la cittĂ  e preferiva vivere in una realtĂ  piĂą piccola».
Qui ha continuato a fare ciò che sapeva fare meglio: il barbiere. Inizialmente lavorando da Remo, in via per Pollone, in quello che successivamente sarebbe diventato il suo primo negozio. Poi il trasferimento in piazza Curiel 11/b, prima, e nell’ex Galeno Scarpe sempre in piazza Curiel, poi, dove avrebbe continuato a lavorare fino alla pensione.
Non era solo in questa avventura professionale, insieme a lui c’era il fratello, Teo.


«Per tanti erano praticamente una persona sola – continua la figlia Monica -, spesso mi capitava addirittura di sentirmi chiedere “sei la figlia dell’Angelo e del Teo?”».
Il suo mestiere era tutta la sua vita, non era stato semplice smettere una volta arrivato all’età della pensione.
«Aveva cominciato da bambino – ricorda la secondogenita, Paola -. Amava raccontare che giĂ  in seconda elementare andava da un barbiere di Asola per imparare. Era così piccolo che doveva salire su un gradinetto per arrivare al lavatesta».

Giovanni Begni con la figlia Paola


Tante ore di fatica che però gli avevano permesso di fare propria quell’arte, sviluppando un’abilitĂ  senza pari con le forbici in mano: «Come parrucchiere era un maestro – sottolineano le figlie -. E’ stato lui, insieme a Giorgio Oleari, a fondare l’Accademia maschile».
Accanto alla passione per il lavoro, c’era quella per la famiglia. A 29 anni aveva sposato Anna e dal loro matrimonio erano nate Monica e Paola. Negli anni la famiglia si era poi allargata, con la nascita dei tre nipoti: Melissa, Margherita e Matteo.


Due percorsi, quello privato e quello professionale, che gli hanno regalato tante soddisfazioni e che spesso si sono anche incrociati. Ad esempio quando la figlia Monica ha scelto di seguire le orme paterne e imparare da lui a tagliare i capelli. Ma non solo.
«Uno dei bambini ai quali tagliava i capelli – ricorda sorridendo Paola -, si chiamava Filippo: ha conosciuto prima di me l’uomo che poi sarebbe diventato mio marito».
Filippo e l’altro genero, Vittorio, oggi pomeriggio saranno accanto alla moglie di Giovanni, Anna, e a sua sorella Maria, insieme a Monica e Paola, per salutarlo un’ultima volta. Il funerale è in programma alle 14,30 nella cattedrale del Duomo di Biella.

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