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In chat con Roberta Mosca fra le più brave danzatrici del mondo

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Considerata giustamente fra le più brave danzatrici contemporanee del mondo, Roberta Mosca da poco tempo ha fatto ritorno a Biella, dove aveva iniziato a danzare quando di anni ne aveva cinque

Considerata giustamente fra le più brave danzatrici contemporanee del mondo, Roberta Mosca da poco tempo ha fatto ritorno a Biella, dove aveva iniziato a danzare quando di anni ne aveva cinque. Dopo aver superato l’audizione per la scuola della Scala all’età di 11 anni, vi rimane per sei anni; successivamente studia all’Accademia di Stoccarda di John Cranko. Il suo primo lavoro è stato con l’Opera di Vienna, poi ha proseguito a Lipsia; in seguito, rientrata in Italia, per cinque anni ha collaborato con l’Ater Balletto e per 14 anni con la prestigiosa Forsythe Company a Francoforte.

Con Roberta Mosca, che in questo momento è a Berlino, ho iniziato una chat sabato scorso che ho deciso di proporre alle nostre lettrici e ai nostri lettori.

Perché questo ritorno a Biella?

… in realtà a Rosazza; direi soprattutto per la natura, e perché questo posto mi ha sempre ispirata, è un luogo molto bello che riempie e nutre.

Sei diventata fra le danzatrici più brave del mondo! Che effetto ti fa?

Beh tutto è relativo… per me la danza è un modo di esistere e mi sembra molto normale.

Che cosa ti ha colpito di più girando il mondo? Le persone, i luoghi o le atmosfere?

Mi rendo conto di aver avuto la fortuna di frequentare luoghi e persone straordinarie che mi hanno sostenuta, incluso i miei genitori che non si sono mai opposti alla mia scelta. Nella compagnia di Forsythe quello che mi ha colpito di più è stata la generosità con cui ogni artista ha condiviso il proprio sapere e lo spazio per scoprire se stessi.

Purtroppo quello che spesso succede quando si va in tournée è che si ha poco contatto con il luogo e con le persone locali, il problema del mercato degli spettacoli… non dà spazio alla comunicazione.

Che cosa vuoi trasmettere quando danzi? Emozioni, voglia di vivere, piacere di interpretare le musiche attraverso i movimenti del corpo?

Quando danzo voglio sparire ed entrando in contatto con lo spazio divento uno specchio attraverso cui chi guarda scopre se stesso e la bellezza che sta nell’essenza della nostra esistenza.

Ogni spettatore, se si lascia trasportare potrebbe potenzialmente vedere e fare esperienza di qualcosa di completamente diverso.

Che cosa stai preparando in questo momento?

Ora sto lavorando su un assolo che presenteremo a giugno alla biennale di Venezia insieme a Laurent Chetouane, coreografo e regista.

Sto anche lavorando su alcuni progetti per il Biellese. Uno sarebbe per villa Cernigliaro, l’ideale sarebbe presentarlo per quest’estate, ma dobbiamo ancora verificare la fattibilità.

Che obiettivi ti poni per il prossimo futuro?

Realizzare progetti artistici che coinvolgano il luogo in cui avvengono e le persone, aprire realtà in cui lo spazio è protagonista e le persone provvedono a mantenere lo spazio in vita attraverso la comunicazione e la scoperta dei possibili linguaggi.

Grazie Roberta e in bocca al lupo!

Massimiliano Zegna

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