Economia
Alla conquista della Cina, ben 27 aziende biellesi in vetrina a Shangai

Sono 27 aziende biellesi che per tre giorni hanno dato bella mostra di sè a Shangai, per la VII edizione di Milano Unica China, che si è chiusa venerdì sera.
Sono 27 aziende biellesi che per tre giorni hanno dato bella mostra di sè a Shangai, per la VII edizione di Milano Unica China, che si è chiusa venerdì sera. In vetrina le collezioni di alta gamma del tessile accessori made in Italy P/E 2016. All’ormai tradizionale appuntamento cinese del Salone Italiano del Tessile hanno aprtecipato in tutto 104 aziende del top di gamma tessile-accessori Made in Italy. Tra di loro anche Lanerie Agnona (Tessitura di Novara), Luigi Botto, Botto Giuseppe, Lanificio F.lli Cerruti dal 1881, Drago, Lanificio Egidio Ferla, Guabello A Division Of B.M.T. (Marzotto Group), Lane Bugella, MA.AL.BI. 1947 Manifatture Alto Biellese, Maglificio Maggia, Marlane A Division Of B.M.T. (Marzotto Group), M.E.T. Manifattura Etichette Tessute, Lanificio F.lli Ormezzano, Piacenza Cashmere, Lanificio di Pray, Reda, Alfredo Rodina, Solbiati, Lanificio di Sordevolo, Lanificio Subalpino, F.lli Tallia Di Delfino A Division Of B.M.T. (Marzotto Group), Lanificio Tessilstrona, Tessitura di Quaregna (Ghione), Tessuti Di Sondrio A Division Of Marzotto Group, Vitale Barberis Canonico, Lanificio Ermenegildo Zegna, Zignone.
Il numero eccezionale di visitatori presenti è stato creato dalle sinergie che queste manifestazioni fashion (dalla materia prima al capo finito) hanno potuto creare. “Di queste sinergie ha fatto utile patrimonio anche il sistema moda italiano con l’esordio del capo finito e calzaturiero all’interno di Chic e con la conferma di Milano Unica per la parte tessile-accessori, tramite il determinante coordinamento di Agenzia Ice e il supporto economico e istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. Il Viceministro Carlo Calenda, a conferma dell’attenzione per il settore, ha incontrato gli espositori di Milano Unica. Dopo 7 edizioni questa e’ a tutti gli effetti considerata la manifestazione di riferimento, apripista ed esempio di sinergia e unificazione. La presentazione congiunta della filiera moda e’ dunque un esempio di quanto sia importante fare sistema, soprattutto nei mercati lontani ” afferma il Presidente di Milano Unica Silvio Albini.
I 104 espositori hanno avuto modo di incontrare 3.500 visitatori selezionati, un dato di affluenza perfettamente in linea con l’edizione P/E svoltasi a marzo 2014.
Il mercato cinese, in costante evoluzione e in fase di assestamento dopo l’introduzione della cosiddetta “nuova normalita’”, conseguenza della legge anticorruzione voluta dal Governo Xi Jinping, accoglie il tessile accessori italiano con nuove prospettive. Dopo la crescita costante delle vendite, la temporanea battuta di arresto dell’export soprattutto laniero aveva indotto preoccupazione tra gli industriali italiani del settore a monte del fashion. Tuttavia, tra le interazioni che si instaurano nella fase di vendita e’ interessante evidenziare che, dopo avere proposto per diverse stagioni i tessuti acquistati negli anni precedenti e accumulati in stock ingombranti da smaltire, vi e’ una crescente ricerca da parte dei buyer cinesi di nuovi stimoli per il cliente e di temi di vendita innovativi.
Per il comparto laniero, come previsto dagli esperti di Bain & Company, e’ dunque in atto un arresto della decrescita e un export stabile o addirittura un’inversione di tendenza con segno più anche grazie anche alla ripresa del mercato delle “uniforms”. L’acquisto delle divise formali da parte delle grandi aziende per il personale e’ infatti un fenomeno tipicamente cinese che crea uno sbocco importante per le produzioni destinate al classico-formale.
Il mercato cinese riserva sempre sorprese e nuovi canali di sbocco per le aziende italiane che stanno interpretando il cambiamento delle preferenze di acquisto dei consumatori cinesi i quali hanno virato su prodotti upper casual e sportswear. Questa nuova tendenza ha indotto i designer a cercare spunti anche tra le proposte dedicate all’abbigliamento femminile.
La donna si conferma attrice importante del business tessile. La passione dei designer cinesi e’ testimoniata da una ricerca attenta di prodotti esclusivi, di servizi che solo il sistema tessile italiano puo’ garantire quali l’innovazione, la ricerca, il gusto, soprattutto in quantitativi limitati. Il Paese delle grandi dimensioni cerca il piccolo e l’unicita’.
Anche in presenza di un ridimensionamento economico, le potenzialita’ di crescita di questo paese sono molto elevate: fra i tanti motivi, soprattutto l’ampliamento numerico della classe media e le sue sempre maggiori capacita’ di spesa.
Il più grande centro espositivo del mondo ha dunque ospitato un momento di svolta del sistema italiano che sembra sempre piu’ compattarsi anche in prospettiva di nuove aggregazioni future.
cronaca@nuovaprovincia.it
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