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Cronaca

“Tornare a vivere è stato meraviglioso”

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“Tornare alla mia vita? È stato favoloso. Mi sento un miracolato”. È questa la sensazione vissuta da Pablito Morello, ispettore della polizia penitenziaria che nel 2016 fu sfortunato protagonista di un pericolosissimo incidente in autostrada. E che negli ultimi giorni di dicembre è tornato a lavorare a pieno regime, dopo lunghi mesi di fisioterapia per poter tornare ad essere quello di prima.
«Nell’incidente – racconta il poliziotto – avevo riportato la lesione del nervo radiale del braccio destro. L’arto era praticamente bloccato. I primi tempi specialmente è stata durissima. Temevo di non poter più recuperare la funzionalità dell’arto, i medici non mi davano grandi speranze. Nessuno mi “tranquillizzava”, anche perché purtroppo non c’erano certezze».
Invece il lavoro di questi mesi ha dato i suoi frutti: «Ho fatto un bel percorso di fisioterapia all’Azimut – continua Morello -. Loro dicono che sono stato bravo io, io dico che sono stati bravi loro, fatto sta che piano piano grazie al loro aiuto ho ripreso in mano la mia vita. Un passo dopo l’altro ho recuperato la mobilità, fino a poter tornare anche a guidare le auto e le moto».
Poi è arrivata  la conferma più attesa: l’idoneità al servizio, sancita dall’ospedale militare di Milano: «A luglio – ricorda ancora Morello – ho ripreso servizio, nel ruolo di tutor presso la scuola di formazione della polizia penitenziaria a Verbania. Dal 3 dicembre, invece, sono proprio tornato in prima linea nella casa circondariale di Biella, con il compito di affiancare il funzionario, il commissario Notarfrancesco».
Quello nella struttura di via dei Tigli è stato praticamente un rientro a casa: «Tornando a Biella – conferma – torno a casa mia, perché sono in servizio qui da 28 anni. Logicamente rimettere piede in un istituto penitenziario è un po’ traumatico, però è il mio lavoro, l’ho scelto e lo faccio da 34 anni. E voglio continuare a farlo».

“Tornare alla mia vita? È stato favoloso. Mi sento un miracolato”. È questa la sensazione vissuta da Pablito Morello, ispettore della polizia penitenziaria che nel 2016 fu sfortunato protagonista di un pericolosissimo incidente in autostrada. E che negli ultimi giorni di dicembre è tornato a lavorare a pieno regime, dopo lunghi mesi di fisioterapia per poter tornare ad essere quello di prima.
«Nell’incidente – racconta il poliziotto – avevo riportato la lesione del nervo radiale del braccio destro. L’arto era praticamente bloccato. I primi tempi specialmente è stata durissima. Temevo di non poter più recuperare la funzionalità dell’arto, i medici non mi davano grandi speranze. Nessuno mi “tranquillizzava”, anche perché purtroppo non c’erano certezze».
Invece il lavoro di questi mesi ha dato i suoi frutti: «Ho fatto un bel percorso di fisioterapia all’Azimut – continua Morello -. Loro dicono che sono stato bravo io, io dico che sono stati bravi loro, fatto sta che piano piano grazie al loro aiuto ho ripreso in mano la mia vita. Un passo dopo l’altro ho recuperato la mobilità, fino a poter tornare anche a guidare le auto e le moto».
Poi è arrivata  la conferma più attesa: l’idoneità al servizio, sancita dall’ospedale militare di Milano: «A luglio – ricorda ancora Morello – ho ripreso servizio, nel ruolo di tutor presso la scuola di formazione della polizia penitenziaria a Verbania. Dal 3 dicembre, invece, sono proprio tornato in prima linea nella casa circondariale di Biella, con il compito di affiancare il funzionario, il commissario Notarfrancesco».
Quello nella struttura di via dei Tigli è stato praticamente un rientro a casa: «Tornando a Biella – conferma – torno a casa mia, perché sono in servizio qui da 28 anni. Logicamente rimettere piede in un istituto penitenziario è un po’ traumatico, però è il mio lavoro, l’ho scelto e lo faccio da 34 anni. E voglio continuare a farlo».

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