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Cronaca

Finto agriturismo evade il fisco e non dichiara oltre 800mila euro

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Un agriturismo biellese nei guai per evasione fiscale: non ha dichiarato oltre 800mila euro. E’ quanto scoperto dalla Sezione Operativa della Compagnia di Biella della Guardia di finanza che, nei giorni scorsi, ha concluso un’articolata verifica fiscale. L’indagine appena conclusa, prendendo in esame il periodo che va dal 2009 al 2013, ha tra l’altro portato alla denuncia del titolare all’autorità giudiziaria per reati tributari, che vanno dall’occultamento e distruzione di documenti contabili, al mancato versamento di oltre 250 mila euro di Irpef e circa 60 mila di Iva.

Un agriturismo biellese nei guai per evasione fiscale: non ha dichiarato oltre 800mila euro.

E’ quanto scoperto dalla Sezione Operativa della Compagnia di Biella della Guardia di finanza che, nei giorni scorsi, ha concluso un’articolata verifica fiscale.

L’indagine appena conclusa, prendendo in esame il periodo che va dal 2009 al 2013, ha tra l’altro portato alla denuncia del titolare all’autorità giudiziaria per reati tributari, che vanno dall’occultamento e distruzione di documenti contabili, al mancato versamento di oltre 250 mila euro di Irpef e circa 60 mila di Iva.

Nello specifico, l’agriturismo avrebbe dovuto fornire, utilizzando prevalentemente materie prime prodotte in proprio, alimenti e bevande garantendo costantemente il rapporto di connessione e complementarietà con l’attività di coltivazione del fondo o di allevamento di bestiame, che doveva comunque rimanere principale. Al contrario, era dedito esclusivamente alla ristorazione organizzata in forma imprenditoriale.

I finanzieri, nel corso dell’ispezione, hanno riscontrato numerose incongruenze ed anomalie in contrasto con la normativa, nazionale e regionale, che regola il settore agrituristico; l’impresa controllata aveva, infatti, una capacità ricettiva di oltre duecento coperti, mentre il numero massimo consentito dalla Regione Piemonte è di sessanta.

Inoltre, attraverso la mancata conservazione delle fatture d’acquisto, il presunto agricoltore ha tentato di occultare la reale provenienza delle materie prime utilizzate per il confezionamento dei pasti, facendo credere alla clientela che i principali ingredienti delle pietanze servite erano prodotti da lui.

L’unico elemento effettivamente connesso all’attività agrituristica era quello del regime fiscale adottato, che, per la particolare categoria di imprenditori, riconosce notevoli agevolazioni. Il titolare dell’impresa, infatti, negli anni oggetto dell’ispezione, si è indebitamente decurtato la base imponibile ai fini delle imposte dirette del 75% e l’Iva dovuta all’Erario del 50%.