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Cronaca

Avvocati, altri cinque giorni di sciopero

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Attività giudiziaria paralizzata dal 16 al 20 settembre. Giorgio Triban: Non si tratta di un capriccio della categoria, ma di una forte denuncia nei confronti dell’indifferenza dei legislatori su alcuni temi della giustizia che non possono attendere oltre

Avvocati penalisti in sciopero da 16 al 20 settembre.  "Non si tratta di un capriccio della categoria – spiega Giorgio Triban, presidente della Camera Penale “Fernando Bello” di Biella -, ma di una forte denuncia nei confronti dell’indifferenza della politica su alcuni temi della giustizia che non possono attendere oltre".

Le Camere Penali da anni denunciano l’incapacità delle forze politiche di ampliare e rendere più applicabili le misure alternative al carcere (affidamenti in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, sospensione del processo con messa alla prova, ecc..), per fronteggiarne la drammatica emergenza, umanitaria e di struttura. "A tal proposito – prosegue Triban –  si vuole evidenziare come il Governo non sia stato finora in grado di varare misure efficaci, al di la del decreto “svuota carceri”, i cui effetti non potranno che essere limitati, se non accompagnati da misure eccezionali, quali l’amnistia e l’indulto: l’ultima amnistia risale all’aprile 1990 (I), a fronte di provvedimenti di clemenza che, negli anni precedenti, si erano succeduti con frequenza quasi ciclica.

"ll problema carceri – prosegue Giorgio Triban -, che rispecchia il grado di civiltà del Paese ed il rispetto dei diritti umani, avrà prestissimo anche gravissime ricadute economiche allorchè, scaduta la moratoria concessa, l’ltalia sarà quasi sicuramente condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uorn in migliaia di casi (tanti sono i ricorsi pendenti) peri trattamenti inumani subiti dai detenuti".

Secondo le Camere Penali anche l’assetto della Magistratura deve essere rivisto, "ma il potere legislativo – si legge in una nota stampa – è da sempre arrendevole di fronte alle istanze di conservazione del potere giudiziario. Per questo le Camere Penali sostengono con forza i referendum sulla giustizia (in tema di separazione delle carriere dei magistrati, di immediato reinserimento negli uffici giudiziari dei magistrati fuori ruolo, di responsabilità civile dei magistrati, di limitazione della custodia cautelare carceraria, di abolizione dell’ergastolo), allo scopo di sopperire alle evidenti indecisioni della politica, ancor più indotte dalla forza corporativa e sindacale del potere giudiziario".
avv. Giorgio Triban

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