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Riaffiora lo stemma di Cavaglià

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E’ stato rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione del tetto della chiesa. L’opera è tornata alla luce grazie all’intervento della decoratrice Enrica Borra.

“Non metu sed vi”: “non con la paura ma con la forza”, cita l’antico motto del comune di Cavaglià.

L’ha ricordato come come monito per il futuro don Adriano Bregolin il giorno dell’inaugurazione della statua del cavallo rampante voluto dalla cittadinanza e simbolo riconosciuto del paese. Ora cavallo e motto campeggiano in bella vista sulle mura del casa parrocchiale, riuniti nell’unicum originale del primo stemma del Comune di Cavaglià risalente alla seconda metà del 1700 e rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione del tetto della chiesa di San Michele e di abbellimento della vicina prevostura.

Il recupero è avvenuto grazie al  lavoro svolto dalla decoratrice cavagliese Enrica Borra su indicazione della sovraintendenza che ha guidato tutte le opere di restauro. Il dipinto riporta ad una parte dimenticata della storia del paese, il periodo settecentesco in cui il Comune risiedeva – come dimostra la presenza dello stemma – proprio accanto alla casa parrocchiale.

Il ritrovamento ha destato curiosità ed interesse nei cittadini, tanto da spingere  il gruppo Ana ad una raccolta fondi per coprire le spese del restauro. Sempre in prima linea, gli alpini hanno donato metà della somma richiesta grazie alle belle offerte raccolte in una cena per l’ambito traguardo della pensione raggiunto dalle penne nere Luciano Rosso e Renato Gillio.

Laura Boerio

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