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Quando l’amore sconfigge anche la malattia

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La forza dell’amore a volte può fare veri miracoli. Come quello di guarire da una malattia grave e invalidante. E’ accaduto a due pazienti del Centro di igiene mentale di Biella, Davide Di Pasquale, 45 anni di Candelo, e Floriana Lorodiaco, cinquantenne di Strona.

La forza dell’amore a volte può fare veri miracoli. Come quello di guarire da una malattia grave e invalidante. E’ accaduto a due pazienti del Centro di igiene mentale di Biella, Davide Di Pasquale, 45 anni di Candelo e Floriana Lorodiaco , cinquantenne di Strona. Si sono conosciuti proprio nei locali di via Campagnè, in occasione di una delle tante visite psichiatriche. Era il 18 novembre 2010. Da quel giorno la loro vita ha iniziato a prendere una piega diversa. Insieme sono riusciti ad uscire dal loro inferno e a ritrovare la normalità, coronando un anno fa il sogno più grande, quello di sposarsi.

Due storie diverse le loro, accomunate da momenti difficili caratterizzati dallo sconforto e dall’assenza di forza per andare avanti e superare le prove della vita.

Davide era finito nell’abisso della depressione  che si è poi trasformata in follia all’età di 19 anni. Il suo malessere ha avuto inizio quando era militare a Pinerolo. Alcuni episodi di nonnismo lo hanno segnato profondamente. Ha resistito a quell’incubo fino al congedo, ingoiando ogni giorno bocconi sempre più amari. Quando è tornato a casa il completo blackout:   si è infilato nel suo letto  per rimanerci un anno intero. Senza più nessuno stimolo e voglia di frequentare persone, di uscire, di vivere.  Fortunatamente un giorno è riuscito a reagire. Si è affidato alle cure dei medici e dopo circa 12 mesi è riuscito a  superare la brutta esperienza vissuta da militare. Ma il futuro non aveva finito di accanirsi su di lui. Per un breve periodo la sua vita è stata normale. Era anche riuscito a trovare un lavoro come guardia giurata. Un  giorno, però, è stato investito proprio mentre era in servizio. Un incidente gravissimo che lo ha fatto cadere in coma per alcuni giorni.  Quando ha riaperto gli occhi davanti a lui ancora una volta una strada completamente in salita. Ha dovuto ricominciare a parlare e a camminare a poco a poco. E a convivere con periodi di normalità alternati a momenti in cui la voglia di vivere non c’era più. Due i tentativi di togliersi la vita. Il primo ingerendo una dose massiccia di Tavor, poi buttandosi dal secondo piano di un palazzo.

Anche Floriana non è riuscita a reagire alle difficoltà della vita. Per lei l’episodio che l’ha condannata alla malattia è stata la morte dei genitori. Aveva 35 anni. Prima è toccato al papà, poi alla mamma. Due momenti di sofferenza troppo grandi, insuperabili per una persona forse troppo sensibile. Ad aggravare la situazione già di per sè molto difficile, la perdita del lavoro. Floriana faceva il meccanico dentista, quando è rimasta a casa ha cercato di adattarsi e  reinventarsi un mestiere. Ha fatto anche la badante. Ma giorno dopo giorno la sua vita è divenuta sempre più grigia, buia e senza significato.

Le due esistenze vuote e appese ad un filo di Davide e Floriana si sono incontrate al Cim quattro anni fa. Per caso.
“Ricordo quella stanza  vuota e una donna seduta accanto alla finestra nelle sue volute di fumo, lo sguardo perso, una sigaretta dietro l’altra. – racconta Davide in un’intervista rilasciata alla stampa nazionale che si è occupata di questo caso molto particolare -. Anche lei una paziente. Poi si avvicina  la dottoressa Antonella Molinaro: “Vieni Davide. Ti presento Floriana. Ho allungato la mano per stringere la sua. E’ successo in quel momento. Ho sentito una scossa e non sono più riuscito a fare a meno di lei”.

Entrambi ricordano il primo bacio: “E’ accaduto la sera del 6 dicembre – affermano – è stato un momento intenso, bellissimo”. Da allora sono trascorsi quattro anni esatti. Davide e Floriana intanto si sono sposati. Una bella cerimonia al Ricetto di Candelo  con 38 invitati nel giugno del 2013. Un giorno da favola. Da allora non si sono mai più lasciati. Una vita tutt’altro che semplice ma sorretta da un motore straordinario, l’amore. “La gente spesso ci guarda con sospetto – spiega Floriana – Per molti ancora siamo soltanto i “matti”. Le nostre pensioni sociali sommate non superano i 450 euro. Avevamo trovato una casa ma poi ci hanno aumentato l’affitto  e quando non siamo più riusciti a pagare ci hanno mandati via. Siamo finiti a dormire in un garage: io per terra e lui su una vecchia poltrona, poi in un dormitorio pubblico per 15 notti. Rimanendo però sempre insieme”.

Davide e Floriana oggi abitano a Chiavazza. Il Comune ha assegnato loro una casa di edilizia popolare  a 40 euro al mese. Quel che manca è un impiego. Lei sogna di poter lavorare al Cim come segretaria, lui vorrebbe fare l’autista per il trasporto dei disabili. Intanto continua a scrivere canzoni. Floriana, infatti, con i pochi soldi lasciati in eredità dai genitori, ha pagato le lezioni di musica a Davide. E alla fine lui è riuscito ad incidere un disco. Il cd s’intitola Polo Nord, per la freddezza di tante persone nei confronti della vita. Otto canzoni, l’ultima si chiama “Flory” e finisce con la frase “Il tuo futuro è qui”.

e.f.