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Case popolari, la graduatoria è composta in maggioranza da famiglie straniere

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E’ stato pubblicato il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari situati in 25 comuni della provincia, tra i quali vi è anche la città di Biella. Come prevedibile, nella graduatoria finale dei 24 assegnatari i cognomi italiani sono solamente cinque (tra cui vi è anche il vincitore, Gaspare Perrone residente a Massazza) mentre i restanti 19 sono di chiara origine straniera, principalmente araba (Jamal, Najat, Mohamed, e via dicendo). Una circostanza che ha immediatamente scatenato in rete l’ennesimo dibattito polemico.
Innanzitutto c’è da dire che il problema non riguarda il nostro territorio nè tanto meno i comuni in quanto le graduatorie sono gestite dagli Atc (l’ex Istituto case popolare) su precise direttive regionali che prevedono l’assegnazione dei punteggi in base a determinati criteri (condizioni economiche dei soggetti,  numeri componenti la famiglia, presenza minori ecc.) concepiti per favorire la fascia più debole delle popolazione. Ovvero, ai giorni nostri, tutti i più poveri a prescindere dalla loro provenienza territoriale.
Criteri duramente contestati  – e non poteva essere altrimenti – dalla Lega nord.  
«C’è poco da commentare – spiega Giacomo Moscarola, consigliere comunale a Palazzo Oropa – perchè la problematica è totalmente evidente. Non si tratta di essere razzisti ma su 25 nominativi quelli italiani si contano sulle dita di una mano. E’ evidente che le norme regionali debbano essere riviste e inoltre vogliamo un controllo più accurato affinché gli stranieri che possiedono una casa di proprietà nel loro Paese non possano più accedere a questi concorsi togliendo così il posto ai nostri connazionali».
Ovviamente un tema come questo che riguarda più in generale l’integrazione degli stranieri, non può non far discutere. E sul fronte opposto a Moscarola, c’è Tony Filoni, sindaco comunista di Mongrando.
«Le case popolari – afferma il primo cittadino – vengono assegnate in in base a esigenze e necessità oggettive e non  al colore della pelle. Negli ultimi anni le necessità delle famiglie straniere che comunque hanno acquisito la cittadinanza italiana,  peraltro con diversi figli a carico  sono aumentate e questo comporta la graduatoria che Moscarola contesta. Invece di inutili polemiche mi auguro che il centrodestra che a breve andrà al governo s’impegni con decisione per trovare le risorse necessarie per un grande piano della casa così da risolvere i problemi di tutti, a prescindere dalla provenienza»

E’ stato pubblicato il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari situati in 25 comuni della provincia, tra i quali vi è anche la città di Biella. Come prevedibile, nella graduatoria finale dei 24 assegnatari i cognomi italiani sono solamente cinque (tra cui vi è anche il vincitore, Gaspare Perrone residente a Massazza) mentre i restanti 19 sono di chiara origine straniera, principalmente araba (Jamal, Najat, Mohamed, e via dicendo). Una circostanza che ha immediatamente scatenato in rete l’ennesimo dibattito polemico.
Innanzitutto c’è da dire che il problema non riguarda il nostro territorio nè tanto meno i comuni in quanto le graduatorie sono gestite dagli Atc (l’ex Istituto case popolare) su precise direttive regionali che prevedono l’assegnazione dei punteggi in base a determinati criteri (condizioni economiche dei soggetti,  numeri componenti la famiglia, presenza minori ecc.) concepiti per favorire la fascia più debole delle popolazione. Ovvero, ai giorni nostri, tutti i più poveri a prescindere dalla loro provenienza territoriale.
Criteri duramente contestati  – e non poteva essere altrimenti – dalla Lega nord.  
«C’è poco da commentare – spiega Giacomo Moscarola, consigliere comunale a Palazzo Oropa – perchè la problematica è totalmente evidente. Non si tratta di essere razzisti ma su 25 nominativi quelli italiani si contano sulle dita di una mano. E’ evidente che le norme regionali debbano essere riviste e inoltre vogliamo un controllo più accurato affinché gli stranieri che possiedono una casa di proprietà nel loro Paese non possano più accedere a questi concorsi togliendo così il posto ai nostri connazionali».
Ovviamente un tema come questo che riguarda più in generale l’integrazione degli stranieri, non può non far discutere. E sul fronte opposto a Moscarola, c’è Tony Filoni, sindaco comunista di Mongrando.
«Le case popolari – afferma il primo cittadino – vengono assegnate in in base a esigenze e necessità oggettive e non  al colore della pelle. Negli ultimi anni le necessità delle famiglie straniere che comunque hanno acquisito la cittadinanza italiana,  peraltro con diversi figli a carico  sono aumentate e questo comporta la graduatoria che Moscarola contesta. Invece di inutili polemiche mi auguro che il centrodestra che a breve andrà al governo s’impegni con decisione per trovare le risorse necessarie per un grande piano della casa così da risolvere i problemi di tutti, a prescindere dalla provenienza»

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