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Fotografata con Borriello, ma Matilde Curti non bada al gossip e pensa alla sua nuova vita da manager

Da modella a manager della multinazionale olandese Azerion, la carriera della biellese classe 1991 continua a prendere quota

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BIELLA – Negli ultimi giorni le foto scattate dai paparazzi, che la ritraevano in compagnia dell’ex calciatore Marco Borriello, hanno fatto il giro dei social. Lei, la biellese Matilde Curti, da sempre molto riservata per quanto riguarda la propria vita privata, nemmeno questa volta fa eccezioni: «Preferisco non dichiarare nulla a questo proposito».

Anche perché senza dubbio, in questo momento, ha ben poco tempo da perdere appresso ai gossip.
Da modella per aziende locali a manager della multinazionale olandese Azerion, la carriera della biellese classe 1991 continua a prendere quota e l’orizzonte professionale, per lei, appare azzurrissimo.

Nata a Biella e trasferitasi a Torino per intraprendere gli studi in Giurisprudenza, inizia presto a collaborare per importanti brand e a frequentare gli ambienti milanesi più chic legati al mondo della moda. Da Dolce e Gabbana a Cavalli, passando per Audi e Martini: sono numerose le aziende importanti per cui lavora e grazie alle quali riesce a spiccare il volo, approdando negli studi del colosso televisivo Mediaset.

Ci può raccontare com’è iniziata la sua carriera da modella?
«Tutto è iniziato un po’ per caso. All’età di 15 anni, quando frequentavo ancora il Liceo scientifico, Alyki, un brand biellese, mi propose di fare da modella per i loro capi. Fu un trampolino di lancio che mi permise di avere visibilità sul territorio. Poco dopo, infatti, un’agenzia biellese mi contattò e iniziai a collaborare con diverse aziende locali, tra cui Angelico, BiellaScarpe ConTé, Mauro Leone e molte altre».

Nel 2018 ti sei laureata in Giurisprudenza. Come mai ha deciso di intraprendere un percorso di studi così distante dal mondo della moda?
«Dopo aver ottenuto il diploma al Liceo scientifico, dato che ero molto portata per le materie umanistiche e non avevo ancora le idee chiare su cosa volessi fare, decisi di iscrivermi alla facoltà di Giurisprudenza. Ho iniziato a lavorare a tutti gli effetti nel mondo della moda mentre frequentavo l’università e mi sono sempre più appassionata all’ambito della comunicazione. Così, una volta conclusi gli studi, decisi di fare un master in comunicazione digitale, anche perché ritenevo potesse darmi più sbocchi lavorativi: le aziende oggi investono più nel digitale che non in altri tipi di comunicazione».

Com’è stato gestire studio e lavoro insieme?
«Indubbiamente molto faticoso. Ho fatto dei grandi sacrifici per riuscire a far tutto: la mia era una facoltà molto impegnativa e lavoravo quasi tutti i giorni. Per tre anni ho vissuto tra Torino, Milano e Biella: a Torino frequentavo l’università, a Milano lavoravo negli eventi e quando potevo tornavo a Biella dalla mia famiglia. È stato stressante, ma ho avuto anche tante soddisfazioni».

Una delle tante è stata quella di riuscire ad arrivare negli studi televisivi di Mediaset… ci vuole raccontare quali sono state le sue esperienze in ambito televisivo?
«Grazie ad un agente di Mediaset che mi notò, feci diversi casting. Alla fine fui presa per fare numerosi spot pubblicitari, tra cui alcune televendite per Striscia La Notizia e una pubblicità con Gigi Buffon. Oltre a ciò, ho anche lavorato per il programma Detto Fatto di Rai 2 e fatto alcune comparse speciali in qualche fiction. Lavorare a Mediaset è stata un’esperienza molto importante perché mi ha permesso di conoscere strutture e meccanismi che funzionano ad alti livelli».

Ora, invece, è diventata manager pubblicitaria di una grande multinazionale. Com’è arrivata a ricoprire questo ruolo?
«Lavoro per una multinazionale olandese che si chiama Azerion e che si occupa di pianificazione pubblicitaria per grandi brand (Armani, Dior, Chanel). Mi sono resa conto ad un certo punto che ero grande e non volevo più portare avanti quello che era il mio ruolo da modella: ad una certa età secondo me bisogna intraprendere un percorso più concreto. Sono riuscita a sfruttare quelle che erano le mie conoscenze nella comunicazione e sono diventata manager, riuscendo così a coniugare la mia formazione e la mia passione».

In questi giorni molte città italiane sono tappezzate dagli striscioni rosa del Giro d’Italia. Nell’edizione del 2019 tra le Miss dell’evento appare il suo nome. Che ricordi conserva di quell’esperienza?
«Rappresentare la maglia rosa in un evento di quel calibro è stato un grandissimo onore per me. Ho avuto la possibilità di conoscere grandi sportivi e vivere con loro l’intensità e le emozioni del momento. È stata un’esperienza emozionante, ma anche molto faticosa perché ogni giorno si è sottoposti a telecamere e giornalisti. In contesti come quelli devi essere impeccabile, sempre sorridente, anche se sei stanca. Andavamo a dormire all’una e mezza e alle sette suonava la sveglia. Da quel momento in poi dovevi essere perfetta per fare la premiazione davanti alle telecamere e dopo prendere la macchina e farti due/tre ore di viaggio per raggiungere la tappa successiva. Mangiavamo in dieci minuti e dovevamo affrontare tutto con il sorriso, senza far trasparire la fatica. Quindi da una parte c’è lo stress mediatico e dall’altra quello fisico».

Viaggi, eventi, sfilate in tutto il mondo e poi…Covid. Come ha vissuto questo periodo di fermo?
«Inizialmente me lo sono quasi goduto: ho passato anni a viaggiare, mi capitava di svegliarmi al mattino e non sapere dove fossi perché ogni tre giorni ero in un posto diverso. Mi ero resa conto di essere arrivata veramente al limite. Dopo questa prima fase di riposo, però, ho iniziato a patire: mi reputo una persona estremamente socievole, quindi amo stare in mezzo alle persone e godermi la vita sociale. È stato psicologicamente difficile rinunciare a tutto ciò. Fare Yoga mi ha aiutato, ora sono più fiduciosa».

Covid permettendo, quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Io credo che non si possa progettare sempre troppo nel lungo periodo. Adesso sono molto soddisfatta della posizione lavorativa che ricopro, spero di fare ulteriormente carriera e crescere ancora di più all’interno di questa importante azienda. Per la vita privata vedremo gli sviluppi, al momento sono molto focalizzata sulla mia carriera. Ho sempre messo in primo piano il lavoro, sacrificando il resto. Questo mi ha permesso di raggiungere determinati risultati, ma credo che non si possa progettare sempre tutto, a volte la vita ti sorprende e devi andarle un po’ dietro».

Sofia Parola

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