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Cronaca

La sanificazione degli ambienti è fondamentale per affrontare il Covid

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Sanificazione degli ambienti

BIELLA – Dalla scuola primaria Alfieri di Monza fino alla scuola media Basile, in provincia di Napoli, passando per la scuola dell’infanzia Brecciaiolo di Terni: sono numerosi gli istituti italiani che in questi giorni hanno chiuso per procedere alla sanificazione degli ambienti per via di casi positivi di Coronavirus all’interno delle strutture. Non va di certo meglio nei luoghi di lavoro: il virus non ha risparmiato impiegati alle poste, né amministratori delegati di aziende importanti; non è stato misericordioso neppure nei confronti di comunità religiose e luoghi sacri di tutto rispetto.

Cooperativa Crescere Più di Biella

Una cosa è certa: la diffusione incontrollata di questo maledetto virus ha innescato cambiamenti importanti a livello di costumi e mentalità, uno dei più evidenti è la maggiore attenzione nei confronti di tutto ciò che riguarda l’igiene. «Le aziende non si accontentano più di una pulizia superficiale; si interessano dei prodotti e delle modalità attraverso cui si opera in questo settore» – spiega Simone Piemontese, presidente della Cooperativa Crescere Più, società di multiservizi nata ad aprile dell’anno scorso a Biella grazie alla volontà e alla profonda motivazione di cinque professionisti; una realtà che opera con affidabilità e professionalità sul territorio e che a poco più di un anno dalla sua costituzione conta centinaia di clienti.

«I servizi che offriamo sono essenzialmente quattro, – prosegue Piemontese – ossia: cleaning e facility service, educational, lavanderia industriale, sanificazione e igienizzazioni periodiche».

La differenza fra pulizia e igienizzazione

Quando si parla di pulizia, igiene e sanificazione è bene non fare confusione. Spesso, infatti, la gente ne parla in modo generico, come se fossero la stessa cosa. In realtà non è così; può spiegare ai nostri lettori qual è la differenza?

«Già il fatto che le pulizie degli ambienti e la sanificazione ambientale siano classificate come due attività con codice ATECO (ATtività ECOnomica) differente la dice lunga: la pulizia consiste nella rimozione di polvere, residui generici e sporcizia dalle superfici ed è realizzata mediante azione meccanica o fisica con prodotti detergenti; quando si parla di igienizzazione ci si riferisce, invece, ai procedimenti in grado di rimuovere o ridurre i micro organismi patogeni su oggetti e superfici. La sanificazione è l’intervento globalmente necessario per rendere sano un ambiente, che comprende le fasi di pulizia, igienizzazione e/o disinfezione e di miglioramento delle condizioni ambientali. Si tratta di tre processi differenti, ma complementari: per poter sanificare un ambiente è necessario che sia stata fatta prima una buona pulizia, viceversa dopo la sanificazione si deve comunque mantenere il luogo pulito, areato e igienizzato».

Anche per quanto riguarda la formazione ci sono delle differenze…

«Sì, ci sono corsi specifici e protocolli da rispettare, in particolare per la figura dell’addetto alla sanificazione, il quale deve saper utilizzare determinati prodotti conformi alle circolari ministeriali e attrezzature idonee per il tipo di prodotto specifico. Sono stati, quindi, fondamentali corsi di formazione esterni ed interni per il nostro personale; in questo senso possiamo definirci qualificati, anche se questo è un termine un po’ troppo generico e di cui talvolta si abusa. Indubbiamente possiamo dire di avere tutti i requisiti necessari per svolgere lavori di questo tipo; poi credo che, come in tutte le cose, molto nasca dall’esperienza».

I nostri lavoratori operano in totale sicurezza

In ogni caso si tratta di lavori a rischio Covid. Come viene vissuta questa situazione dal vostro personale?

«Porre l’attenzione sulle persone e sui loro stati d’animo è imprescindibile poiché esse sono il capitale maggiore di una qualsiasi società, in particolare una multiservizi come la nostra. È chiaro che non si è esenti dal rischio, ma in realtà, l’attenzione, la presenza di almeno due operatori e i dispositivi di protezione individuale permettono al lavoratore di operare in totale sicurezza. Ecco l’importanza del supporto e della condivisione, spendere più tempo per le relazioni umane non è mai sbagliato».

Molto discusso è stato il dibattito relativo alla permanenza del virus in funzione delle varie superfici. Oggi si sanno dati più certi?

«La sanificazione è fondamentale proprio perché non si hanno dei dati certi a riguardo ed è quindi richiesto un intervento di “azzeramento” tempestivo nel momento in cui si riscontra un caso positivo di Corona virus all’interno di una qualsiasi struttura. Come dico a tutti i nostri clienti però non è un’operazione risolutiva una volta per tutte poiché chiaramente il virus può tornare, bisogna sempre tenere monitorata la situazione per poter agire nel minor tempo possibile. Un consiglio che mi sento di dare è di rispettare i protocolli ministeriali che prevedono sanificazioni periodiche».

Interveniamo entro 24 ore

A tal proposito…quali sono i vostri tempi di risposta nel momento in cui ricevete una richiesta di sanificazione urgente?

«Noi riusciamo ad attivare l’intervento di sanificazione entro le 24 ore dalla richiesta delle aziende. Prima di entrare in azione bisogna considerare le tempistiche per la preparazione del personale, che deve essere munito dei dispositivi di protezione individuale (DPI): attrezzature quali guanti, occhiali di protezione, visiere, maschere facciali filtranti, scarpe adeguate etc. che permettono di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il nostro obiettivo è quello di intervenire senza interrompere il normale ciclo di produzione delle attività, per questo cerchiamo di operare per lo più durante il weekend».

Com’è cambiata la vostra realtà dopo l’avvento del Coronavirus?

«Da marzo ad oggi abbiamo investito molto su attrezzature professionali e formazione degli operatori per affrontare questa nuova emergenza. Uno dei processi più innovativi che utilizziamo è la formula EcoFriendly: da una parte l’utilizzo di macchinari a vapore che arrivano a raggiungere i 190° e dall’altra il passaggio sulle superfici di “contatto “con prodotti rispondenti alla circolare ministeriale n.5443 del 22 febbraio».

Investire negli ambienti fa bene alla salute

Cosa dice a coloro che ancora oggi sottovalutano l’importanza di curare l’igiene degli ambienti?

«Personalmente ritengo che “investire” in una maggiore cura degli ambienti, non solo lavorativi, sia una scelta che si ripercuote positivamente sulla salute e sulla sicurezza delle persone. In questi mesi anche aziende con le quali non avevamo collaborato, ci hanno dato fiducia e di questo siamo orgogliosi».

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