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Givonetti e il Giro del ‘64

«Vorrei andare all’arrivo di Oropa, ma molto dipenderà dal meteo. Alla fine peso proprio che guarderò la tappa comodamente seduto davanti al televisore, così da seguire metro per metro». Così parlò Gianni Givonetti alla vigilia dell’arrivo a Biella del Giro d’Italia. Givonetti, oggi 82 anni e anima della Polisportiva “La Salus” - sotto le sue sapienti mani di massaggiatore sono passati centinaia di sportivi biellesi - è un’istituzione per quanto riguarda il ciclismo di casa nostra.

«Vorrei andare all’arrivo di Oropa, ma molto dipenderà dal meteo. Alla fine peso proprio che guarderò la tappa comodamente seduto davanti al televisore, così da seguire metro per metro». Così parlò Gianni Givonetti alla vigilia dell’arrivo a Biella del Giro d’Italia.

Givonetti, oggi 82 anni e anima della Polisportiva “La Salus” – sotto le sue sapienti mani di massaggiatore sono passati centinaia di sportivi biellesi – è un’istituzione per quanto riguarda il ciclismo di casa nostra.

«Vorrei andare all’arrivo di Oropa, ma molto dipenderà dal meteo. Alla fine peso proprio che guarderò la tappa comodamente seduto davanti al televisore, così da seguire metro per metro». Così parlò Gianni Givonetti alla vigilia dell’arrivo a Biella del Giro d’Italia.

Givonetti, oggi 82 anni e anima della Polisportiva “La Salus” – sotto le sue sapienti mani di massaggiatore sono passati centinaia di sportivi biellesi – è un’istituzione per quanto riguarda il ciclismo di casa nostra. Da giovane ha partecipato ad alcune gare amatoriali, vincendole peraltro e con il passare degli anni si è “riciclato” ottimo organizzatore di eventi. E’ grazie a lui, infatti, che la Corsa Rosa è arrivata in città nel 1964, bissando il primo passaggio dell’anno precedente.

«Nell’inverno del 1963 – racconta con la mente lucidissima – organizzai una grande festa a Biella nella Galleria Leonardo Da Vinci, invitando i politici biellesi, alcuni campioni del ciclismo dell’epoca e i vertici del Giro, patron Vincenzo Torriani su tutti, per omaggiare il recente arrivo a Oropa della gara e per parlare anche un po’ del futuro. Quella giornata fu fondamentale per riavere la corsa più importante d’Italia. Torriani voleva ingaggiare a tutti i costi Jacques Anquetil, che correva per la squadra francese Saint-Raphael, una ditta di liquori in difficoltà economica. Venne così assorbita dalla Martini e Rossi, il cui amministratore era l’onorevole Giuseppe Pella. Durante la festa Pella e Torriani parlarono a lungo e così Anquetil fu al via dell’edizione dell’anno successivo anche grazie all’intercessione dello stesso Pella. Torriani, come sego di riconoscenza, riportò il giro a Biella, con la tappa che si concluse di fronte allo stadio con il successo di Gianni Motta. Questa storia mi permette di poter avere  un po’ di merito…».

Per 15 anni Givonetti seguì le più importanti corse ciclistica internazionali – Giro d’Italia, Milano-Sanremo, Tour de France – e continuò poi a organizzare eventi in grado di radunare i principali protagonisti delle due ruote, anche in virtù di amicizie importanti, la principale quella con il campione di Graglia Giancarlo Astrua. Proprio per meriti sportivi e organizzativi venne premiato durante la Domenica Sportiva negli studi della Rai dal conduttore Enzo Tortora e da Felice Gimondi, mentre a Biella ricevette una medaglia d’oro dal celebre telecronista Adriano De Zan.

a.r.

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