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Ferentino senza la sua stella, Omar Thomas fermo ai box

Ferentino non ha mai nascosto le ambizioni di alto livello. E oggi, dopo più di metà stagione regolare e un avvio un po’ complicato, la Fmc può essere considerata forse l’outsider numero uno del campionato.

Ferentino non ha mai nascosto le ambizioni di alto livello. E oggi, dopo più di metà stagione regolare e un avvio un po’ complicato, la Fmc può essere considerata forse l’outsider numero uno del campionato.

Ferentino non ha mai nascosto le ambizioni di alto livello. E oggi, dopo più di metà stagione regolare e un avvio un po’ complicato, la Fmc può essere considerata forse l’outsider numero uno del campionato. Immediatamente alle spalle della coppia capolista composta da Verona e Brescia e davanti alla corazzata ci sono infatti i frusinati, che possono andare parecchio lontano e guardano alle prossime Final Six di Coppa Italia, a Rimini, come l’occasione di presentare “ufficialmente” la propria candidatura.

La scorsa estate il club ha scommesso ancora una volta sul coach teramano Franco Gramenzi, alla quinta stagione di fila sulla panchina laziale, che ha costruito una squadra molto interessante. Il nome più affascinante è quello di Omar Thomas, uno dei migliori (e anche parecchio costosi) colpi del mercato della serie A2 Gold. Lo scorso anno a Sassari, il lungo Usa ha già vinto una LegaDue nel 2010 con Brindisi ed è stato mvp della serie A nel 2011, con Avellino. Thomas (che quest’anno ha messo insieme cifre importanti: 15.3 punti, 6 rimbalzi, 2.3 assist in 30 minuti di impiego) però è costretto ai box per almeno altri dieci-quindici giorni a causa di un problema muscolare: una assenza pesantissima per i granata, che comunque domenica ha espugnato il non facile campo di Trapani, in volata.

Il suo sostituto naturale dovrebbe dunque essere Mario Ghersetti (8.6+5.4 in 24’), che a Vigevano e a Brescia ha fatto bene nella stessa categoria categoria. Un occhio di riguardo merita il giovane Paul Biligha (13.7+8.1 in 27’), reduce da due stagioni in A, proprio ad Avellino e quest’anno vicino alla definitiva consacrazione. Il secondo americano è il rookie Markel Starks (12.4+2.4+4 in 30’), playmaker prodotto di Princeton, che in cabina di regia si alterna con il “fedelissimo”Giovanni Guarino (4.9+1.6+2.6 in 22’). Importanti le conferme che arrivano dagli esperti Ryan Bucci (13.2+2.6+1.9 in 31’) e Simone Pierich (9+4.1+1 in 25’).

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