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Un canguro salta al Circolo sociale

Da quel momento il Circolo Sociale è stato la "casa" dei biellesi che contano, soci del Circolo stesso o dei diversi Club di servizio (Rotary, Lyon, Soroptimist) che in esso hanno trovato residenza e celebrato fasti e feste.  Per quasi un secolo e mezzo, durante il quale il Circolo Sociale e gli annessi e connessi hanno cambiato pelle e, specie nell'ultimo decennio, ruolo nella governance del territorio.

Da quel momento il Circolo Sociale è stato la “casa” dei biellesi che contano, soci del Circolo stesso o dei diversi Club di servizio (Rotary, Lyon, Soroptimist) che in esso hanno trovato residenza e celebrato fasti e feste.  Per quasi un secolo e mezzo, durante il quale il Circolo Sociale e gli annessi e connessi hanno cambiato pelle e, specie nell’ultimo decennio, ruolo nella governance del territorio.

Il 5 gennaio era morto Alfonso La Marmora.  Nel febbraio Gioacchino Pecci era stato eletto Papa con il nome di Leone XIII.  A giugno le grandi potenze europee avevano avviato il Congresso di Berlino.  In novembre a Napoli l’anarchico Giovanni Passannante  aveva tentato di uccidere con un coltellino il re Umberto I di Savoia.   Correva l’anno 1878 e a Biella nasceva il Circolo Sociale, luogo di ritrovo, intrattenimento e socializzazione della classe dirigente cittadina: politici, borghesia delle professioni liberali, imprenditori.  Sobria mondanità, intrecci d’affari, legami parentali. 

Da quel momento il Circolo Sociale è stato la “casa” dei biellesi che contano, soci del Circolo stesso o dei diversi Club di servizio (Rotary, Lyon, Soroptimist) che in esso hanno trovato residenza e celebrato fasti e feste.  Per quasi un secolo e mezzo, durante il quale il Circolo Sociale e gli annessi e connessi hanno cambiato pelle e, specie nell’ultimo decennio, ruolo nella governance del territorio.  Una mutazione antropologica dovuta alla progressiva riduzione della presenza degli imprenditori in parte sostituiti da un melting pot di commercialisti, avvocati, notai, geometri, commercianti, dirigenti.   Un declino lento e sonnacchioso fino ai giorni nostri, quando d’improvviso l’agonico tran tran delle boiseries e dei velluti di piazza Martiri è stato morfinizzato dall’ipotesi di sostituire il gestore del ristorante interno con uno che poneva come condizione l’accesso alla ristorazione anche ai non soci nelle giornate di sabato e domenica.

Giuliano Ramella

La versione integrale della Paga del sabato sara’ pubblicata sulla Nuova Provincia di Biella in edicola domani.

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