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Ultimi giorni in quota per le mandrie

Arriva l’autunno e anche le mandrie, che si trovano ad alta quota, iniziano piano piano ad incamminarsi verso valle, percorrendo al contrario la via della transumanza primaverile che le aveva portate nei pascoli più puri.

Arriva l’autunno e anche le mandrie, che si trovano ad alta quota, iniziano piano piano ad incamminarsi verso valle, percorrendo al contrario la via della transumanza primaverile che le aveva portate nei pascoli più puri.

Arriva l’autunno e anche le mandrie, che si trovano ad alta quota, iniziano piano piano ad incamminarsi verso valle, percorrendo al contrario la via della transumanza primaverile che le aveva portate nei pascoli più puri.

«La maggior parte delle bestie – spiega Giorgio Macchieraldo, responsabile dello studio tecnico dell’Associazione Contadini Biellesi CAF CIA – è scesa, ma qualcuno, specialmente nelle montagne non troppo alte, circa al livello di Oropa e del Tracciolino, intorno ai 1000 metri, è ancora in quota».

L’annata di quest’anno, per la montagna, non è stata molto favorevole, sia dal punto di vista degli allevatori che da quello dei rifugi alpini. «La pioggia dei mesi estivi – continua Giorgio Macchieraldo -, che non ci ha dato tregua, è stata sicuramente un fattore sfavorevole. I pascoli ne hanno risentito molto ed anche gli animali non sono stati bene. Già Biella è una zona molto piovosa, ma mi sento di non sbagliare nel dire che questi ultimi quindici giorni sono stati molto più soleggiati e sereni rispetto a tutta l’estate. Infatti, non ci sono mai stati giorni di bel tempo prolungato. Questo ha fatto crescere molto l’erba nei pascoli, ma essendo bagnata, gli animali ne sprecavano molta. Se da un lato la crescita media dell’erba è stata abbondante, dall’altro è stato difficile utilizzarla tutta al meglio, il che ha comportato un peggioramento dei pascoli. Probabilmente, con l’arrivo del cattivo tempo durante la prossima settimana, questo sarà l’ultimo weekend, o quasi, di permanenza in quota delle mandrie e dei greggi».

La situazione dei pascoli di quest’anno provocherà probabilmente una calo nella produttività. «Sicuramente – conclude Giorgio Macchieraldo – se non si pascola bene si produce di meno, ma non penso che si possa parlare di un calo di produzione considerevole. Quello che è certo è che qualche giornata di sole in più avrebbe aiutato».

Mario Monteleone

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