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Terremoto in casa Pd

La figuraccia cui il PD è andato incontro a Biella, su un tema così sensibile e importante come il registro delle unioni civili, pare stia producendo molti più sconquassi di quello che si potesse immaginare.

La figuraccia cui il PD è andato incontro a Biella, su un tema così sensibile e importante come il registro delle unioni civili, pare stia producendo molti più sconquassi di quello che si potesse immaginare.

La figuraccia cui il PD è andato incontro a Biella, su un tema così sensibile e importante come il registro delle unioni civili, pare stia producendo molti più sconquassi di quello che si potesse immaginare. Il partito di Renzi qui a Biella probabilmente avrebbe dovuto prendere ripetizioni da quello nazionale, per evitare la figuraccia di fronte alla valanga ostruzionista messa in pratica dalla destra locale.

Una strategia, quella del “fratello d’Italia” Delmastro, che è riuscita a coinvolgere anche i “moderati” di Forza Italia e di Buongiorno Biella.  In un colpo solo, non soltanto il PD ha rimandato (come da nove mesi a questa parte) l’approvazione di un atto – sostanzialmente simbolico – promesso in campagna elettorale, ma è riuscito nell’incredibile compito di ricompattare il centrodestra e rianimare Forza Italia.

Se non fosse questo già di per sé un disastro politico, registriamo anche il vero e proprio terremoto che nel gruppo del PD, da mercoledì, sta infiammando riunioni e discussioni. La capitolazione democratica – con il fuggi fuggi dei consiglieri comunali durante la notte – ha portato il capogruppo Sergio Leone a mettere a disposizione il proprio mandato.

A differenza dei film del regista omonimo del capogruppo dem, alla disfida all’“Ok Corral” con la destra il PD non solo si è trovato impreparato, ma anche senza colpi in canna: abbandonato dai “5 stelle” praticamente subito, diviso al proprio interno sull’atteggiamento da tenere con le destre, sfilacciato nelle risposte, incapace di garantire i numeri per l’approvazione del provvedimento.

La genesi di questa vicenda è tutta racchiusa nella cronologia sui social network: trionfali e volitivi commenti alle otto di sera davanti alle parole retoriche del Sindaco, silenzio assordante e imbarazzato nei giorni seguenti. I Cavi Boys (i supporter di Cavicchioli – ndr) sembravano adolescenti al loro primo appuntamento che, il giorno dopo, si trincerano in un imbarazzante silenzio di fronte alla deludente prestazione.

Poco importa a questo punto se – come viene promesso – il registro verrà, in qualche maniera, approvato nelle prossime settimane. Il PD, nonostante abbia una maggioranza schiacciante, non è riuscito a reggere alla prima vera prova dell’opposizione. Inoltre si fa sempre più strada la richiesta di chi, proprio in casa democratica, mal tollera – e vorrebbe spezzare – il cerchio magico intorno al Sindaco Cavicchioli che ha condotto la strategia perdente sul registro delle unioni civili e che gestisce “in proprio” l’attività amministrativa della città.

Come avviene in molti casi in politica, un’occasione importante per la cultura civile e i diritti per i nostri cittadini e le nostre cittadine diventa il pretesto, oltre che la spia evidente, di altre e ben meno nobili questioni. Come avvenne per il Family Day del 2007 che decretò – proprio sul riconoscimento delle unioni omosessuali – la fine del secondo governo Prodi, anche a Biella potremmo assistere a un’implosione dell’attuale maggioranza cittadina.

Per fortuna che, almeno questa volta, non ci sarà nessun Mastella o Bertinotti al quale imputare la propria manifesta incapacità politica.

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org

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