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Ti amo, Nino

Premettendo che questo post vuole volutamente essere un inno al mio nuovo e meraviglioso divano, vi confesso che anche quest’anno, come ogni inizio settembre, mi sono ripromessa di incominciare a fare qualcosa, qualcosa di utile e concreto per i miei piccoli chiappini pesanti, giusto perché mi sono rotta di sentire il mio Gianino apostrofarmi pubblicamente “culo di ghisa”, per di più non meritandolo affatto. O forse sì, ma, come immaginerete, solo in minimissima parte, perché, detto da uomo,  è pur sempre una cazzata. Beh, che io non sia mai stata una gran sportiva è cosa nota alle cronache del “G. e Q. Sella”, e anche i muri della tanto odiata palestra del liceo potrebbero testimoniarlo.

Avete presente il nerd rachitico della classe che nei film viene sempre scelto per ultimo durante i tornei? Oppure la ragazza cicciotta che inciampa nei lacci delle scarpe mentre corre davanti al belloccio, e si cappotta facendo tutto da sola?? Ecco, io sono un mix di entrambi i personaggi, senza però essere né nerd, né in sovrappeso, ho solo seri problemi di coordinazione misto a pigrizia acuta. Solo il cielo sa con quanta pazienza e disperata rassegnazione il prof. di educazione fisica mi supplicava a fine quadrimestre: “ Serralunga, ti prego, fammi una corsetta che ti metto il 6”… e quale sguardo da cane bastonato mi riservava quando, ogni inizio lezione, gli esibivo improbabili e per nulla originali giustificazioni falsificate, firmate naturalmente dalle vicine di banco. Poverino. Ma per ledere ancora un po’ la mia gluteo-stima estiva, ci si mette pure il web.

No, non mi riferisco a Miley Cyrus e al suo twerking sfrenato, bensì al buon 80% delle faccione biellesi nelle foto profilo sui social, rimpiazzate da primi piani di ridenti culi, stretti in slip alla brasiliana. Allora, molto artistiche, certamente, il mare è blu come tutti i mari del mondo, e anche io ho avuto 18 anni un tempo ormai lontano. Inutile, quindi, martoriarmi di sensi di colpa perché amo accasciarmi sul divano, molle come uno stracchino prossimo alla decomposizione, ma morire giovane facendo squat, o qualunque altro tipo di esercizio faticoso che mi farebbe sudare o, peggio, spettinare la frangia, non mi sembra proprio il caso. Dunque chissenefrega se i jeans non mi staranno mai come stanno alla Belén, il mio fedele divanino sarà sempre pronto ad accogliere me, la mia copertina leopardata e le patatine alla paprika, facendomi affondare nella sua soffice imbottitura durante le maratone notturne di film drammatici, ma, soprattutto, non si lamenterà mai del mio discutibile gusto in fatto di pigiami antistupro con il coniglio o le renne. I love you, Nino il divanino.

Silvia Serralunga

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