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Strade senza uscita

Non sapendo come diversificare l’offerta politico/viabile per il territorio, i nostri amministratori provinciali degli ultimi 10/15 anni hanno scelto “strade” diverse per il previsto/presunto, e ora defunto, peduncolo autostradale: la destra a Carisio, la sinistra a Santhià (politicamente corretto).

Non sapendo come diversificare l’offerta politico/viabile per il territorio, i nostri amministratori provinciali degli ultimi 10/15 anni hanno scelto “strade” diverse per il previsto/presunto, e ora defunto, peduncolo autostradale: la destra a Carisio, la sinistra a Santhià (politicamente corretto).

Non sapendo come diversificare l’offerta politico/viabile per il territorio, i nostri amministratori provinciali degli ultimi 10/15 anni hanno scelto “strade” diverse per il previsto/presunto, e ora defunto, peduncolo autostradale: la destra a Carisio, la sinistra a Santhià (politicamente corretto). Avrebbero potuto dire il contrario, non cambiava nulla, salvo che i sostenitori dell’una o dell’altra proposta avrebbero argomentato dottamente invertendo il soggetto.

Strade che, in comune, hanno avuto il solo fatto di rimanere asfaltate alle pagine dei giornali locali; ostaggio di invettive politiche, calcoli sulle percorrenze, ripercussioni sul traffico dei trattori e via discorrendo. L’odore di asfalto caldo non l’abbiamo mai sentito ne, forse, lo sentiremo mai.

Ai biellesi, in linea di massima, non fregava un granché di quale sarebbe stato il casello di collegamento autostradale a Biella, l’importante, per molti di essi, era che se ne facesse uno, per migliorare la viabilità e ridurre il noto isolamento della nostra Provincia. Ma siccome, da italiani, siamo anche un po’ bizantini (basta prestare orecchio alle ordinazioni di caffè al bar in un minuto per cogliere il numero di varianti) avremmo altre frecce al nostro arco per aprire i confini del Biellese.

Gli sciatori chiedono il completamento della Mongrando-Settimo, bloccato dai “Balmetti”; e i più ancora l’autostrada (ma che il biglietto costi poco!). Tra i progetti dimenticati, libero da costi astronomici e da resti archeologici, c’è poi il tanto datato quanto ibernato progetto di prosecuzione della Biella-Cossato fino al Rollino. Ma che fine ha fatto? E perchè non se ne parla più?

Solo 13 km in linea d’aria (con il Sesia in mezzo, d’accordo) ci separano dalla A26; basterebbe allungare la superstrada… Malpensa, i laghi, l’alto novarese… tutto più comodo e vicino a noi; una finestra aperta verso una futura “pedemontana”. Del progetto e del suo finanziamento non ne parla più nessuno. Barazzotto, Pichetto: se ci siete, battete un colpo.

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