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Riccardo era un rompicoglioni

Caro Alberto,
sai quanta stima personale io abbia di te, di ciò che fai quotidianamente dando aiuto a chiunque lo chieda senza nulla pretendere in cambio, ma leggendo il tuo ricordo su Riccardo, non potevo non esprimerti il mio civile dissenso. So gia’ che risulterò impopolare urtando la sensibilità dei “buonisti tout-court” , di quelli che pensano che, dinanzi alla morte, bisognerebbe ricordare chiunque con parole di elogio…  Anche i tagliagole dell’Isis.

Premetto che non ho mai avuto modo di conoscere Riccardo personalmente e quindi mi guardo bene dal giudicare la persona essendo in difetto di parametri e, soprattutto, di titolo. Posso, pero’, valutare il comportamento sociale… Di quello ne sono state piene le cronache. Non ho dubbi che lui possa avere mostrato, con te, un lato differente da quello che la giustizia (quella terrena) ha avuto modo piu’ volte di sanzionare, ma noi (chiunque di noi) siamo l’immagine che diamo agli altri attraverso i nostri comportamenti quotidiani e non credo che vi sia dubbio alcuno che quelli tenuti da lui non possono certo essere definiti edificanti.

Vivere anche fuori dagli schemi è un diritto di chiunque se rappresenta una libera scelta purchè, ovviamente, il frutto di questa scelta non sia in alcun modo di danno ad altri individui o leda la libertà altrui. Il buon Augusto, da questo punto di vista, ne era un esempio.

Infastidire una donna mostrando le proprie grazie (se non richieste), lasciare insoluti conti di bar e ristoranti, andando spesso in escandescenza e creando un danno sia economico che di immagine a persone che stanno semplicemente cercando di lavorare con tutte le difficolta’ che il momento socio-economico del Paese presenta, non c’entra nulla con la protesta… Non ha nulla a che vedere con la scelta di ribellione allo Status Quo… E’ solo e semplicemente un atto di prepotenza e la prepotenza va condannata… SEMPRE! Il tutto aggravato dal fatto di sapere molto bene che i suoi comportamenti non avrebbero portato a nulla di più di un semplice “fervorino” (per dirla alla Gaber) .

Il mondo è pieno, Alberto, di persone che lasciano questa vita essendo stati padri e madri esemplari, consorti rispettosi, amici fedeli, cittadini civili, esempi di rettitudine morale senza che venga, per loro, versata una goccia di inchiostro in alcun giornale e senza che vengano fatti elogi funebri che non siano rappresentati dal silente dolore di coloro che li hanno avuti vicini. Per cui mi perdonerai se non sento dolore per la morte di Riccardo (che è ben diverso dal gioire come fanno cinicamente in molti) perché non potendo contare, come te, sull’esperienza di piacevoli conversazioni d’innanzi ad un the caldo, per me rappresenta come per la donna molestata, il passante aggredito, il barista derubato… Solo un Rompicoglioni .

Filippo Regis

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