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Re Giorgio e Re Luigi

Non solo vite, ma anche destini per certi versi paralleli quelli di “Re Giorgio” Napolitano che ha lasciato la Presidenza della Repubblica e di “Re Luigi” Squillario che si accinge a lasciare la Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.  Due “regni”, fatte le debite proporzioni, con enorme capacità di influenza derivata direttamente dalla riduzione allo stato gassoso delle istituzioni e della politica.  Due “monarchi” che hanno svolto un ruolo sussidiario, travalicando limiti e funzioni delle rispettive mission.  Due “regnanti” che dividono l’opinione pubblica e i Palazzi, con una scia di giudizi encomiastici e di polemiche squallide e ingenerose.

Napolitano è in questi giorni al centro di un dibattito fra chi lo considera una specie di golpista e chi ne santifica le virtù di uomo di stato.  Squillario è già sulla graticola di chi gli imputa scelte sbagliate (l’aeroporto, Città Studi, per certi aspetti il nuovo ospedale) e da questo giornale si è già buscato il titolo di peggior personaggio biellese del 2014, mentre riecheggia l’accusa/orrore lessicale di “sparmigianatore” di contributi a cazzo; abbondante balsamo lenitivo viene comunque versato su ferite e scottature dai numerosissimi che l’amano e temono l’ “après Louis le déluge”.

Giuliano Ramella

La versione integrale della Paga del sabato è pubblicata sulla Nuova Provincia di Biella in edicola oggi a solo 1,20 euro.

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