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Quelle luminarie sepolcrali – VERSIONE INTEGRALE

Animazione o rianimazione?  Stanno più sul secondo versante, e con valenza spiccatamente sanitaria, i tentativi che, in vista delle festività regalistiche di fine anno, vengono posti in atto per rifare il maquillage ad un centro cittadino di Biella a cui la festa, prima con gli Orsi e adesso con il trasferimento dell'ospedale  nelle lame stagnanti di Ponderano, è stata fatta da un po'.  Siamo alla sepoltura, e le luminarie natalizie programmate tra sussurri e grida, promettono di rivelarsi perfetti lumini sepolcrali.

Animazione o rianimazione?  Stanno più sul secondo versante, e con valenza spiccatamente sanitaria, i tentativi che, in vista delle festività regalistiche di fine anno, vengono posti in atto per rifare il maquillage ad un centro cittadino di Biella a cui la festa, prima con gli Orsi e adesso con il trasferimento dell’ospedale  nelle lame stagnanti di Ponderano, è stata fatta da un po’.  Siamo alla sepoltura, e le luminarie natalizie programmate tra sussurri e grida, promettono di rivelarsi perfetti lumini sepolcrali.

Il testo integrale della rubrica pubblicata ieri sulla Nuova Provincia di Biella.

Animazione o rianimazione?  Stanno più sul secondo versante, e con valenza spiccatamente sanitaria, i tentativi che, in vista delle festività regalistiche di fine anno, vengono posti in atto per rifare il maquillage ad un centro cittadino di Biella a cui la festa, prima con gli Orsi e adesso con il trasferimento dell’ospedale  nelle lame stagnanti di Ponderano, è stata fatta da un po’.  Siamo alla sepoltura, e le luminarie natalizie programmate tra sussurri e grida, promettono di rivelarsi perfetti lumini sepolcrali.

Sono contrario alle luci di Natale?  Niente affatto, in sé.  Mi chiedo tuttavia se abbia senso la riproposizione rituale di un addobbo che costa, ogni anno, decine di migliaia di euro e che non cambia mai nonostante il profondo cambiamento del soggetto da addobbare, in un’impari competizione addobbatoria con soggetti nuovi  (i centri commerciali che cingono d’assedio la città) la cui capacità di mettere in campo merci, luci ed effetti speciali è inarrivabile.  In centro, con le patetiche, ancorchè a led, luci natalizie, illuminiamo crudelmente la sfiga.  E’ il caso?  Siamo davvero convinti che i ghirigori intermittenti richiameranno in centro gente allupata d’acquisti con una tredicesima che ha già speso tre volte in tasse, bollette scadute e cancelleria per il pupo?

Dalla contribuzione per le luci natalizie si sono già sfilati diversi commercianti del centro: perché non ci credono o non hanno soldi.  Da Cossato è arrivato un netto niet alla proposta di addobbo luminoso.  In questi momenti i centri e le periferie delle città italiane (quelle che non sono sott’acqua) sono illuminati dai roghi dei cassonetti e delle automobili appiccati da tutti contro tutti.

Oggi sono previsti sul Biellese 90 millimetri di pioggia, quasi il doppio rispetto al mercoledì nero di cui conserviamo ancora cantine allagate e strade interrotte, oltre ad un morto da piangere.

Allora, che Natale ci aspetta?  Riusciranno le luminarie disneylandiane, sempre quelle perché gli installatori devono ammortizzare l’investimento di vent’anni fa, a lenire sconforto e cupezza che attanagliano i nostri cuori e le menti?  Spero di sì, ma non ci credo. 

giulianoramella@tiscali.it

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