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Quando muore una mamma

Quando una mamma perde la battaglia per la vita è come quando  l’ultima bomba è caduta su di una città ferita e senza più forze.

Quando una mamma perde la battaglia per la vita è come quando  l’ultima bomba è caduta su di una città ferita e senza più forze.

Quando una mamma perde la battaglia per la vita è come quando  l’ultima bomba è caduta su di una città ferita e senza più forze.

L’ultima bomba, la fine di una guerra senza vincitori, senza gioie, senza l’idea di un domani migliore perché dopo la battaglia di una mamma per non lasciare soli al mondo i propri figli c’è solo tanto dolore e quel nulla che offusca la mente di chi resta a pensare qual è il senso delle scelte fatte dal destino.

Ho conosciuto una giovane mamma ancor prima che diventasse tale, l’ho conosciuta sui banchi delle superiori. Sezioni diverse, qualche parola negli intervalli e il ricordo di lei per quei suoi occhi azzurri che lasciavano per un attimo i miei immobili come davanti al mare.

L’ho conosciuta negli anni in cui si sognava il futuro, in cui ancora la famiglia era lontana, in cui nessuno sapeva che sarebbe arrivata, splendida, tinta d’azzurro negli occhi di tre bambini e lacerata, distrutta da un male incurabile.

L’ho conosciuta quando c’era ancora tanto da leggere di questo libro che ci ostiniamo a credere di scrivere noi…ma che in realtà ogni giorno aggiunge righe impreviste e spesso dolorose.

L’ho persa per strada questa amica di scuola e come spesso accade l’ho ritrovata per caso proprio in una scuola frequentata dai suo bambini.

Quando ho saputo che era malata non ho mai smesso di chiedermi come quell’azzurro così intenso potesse accettare di spegnersi, come potesse il mare ritirarsi dietro la spinta di un vento così forte da spezzare il corpo, i sogni, gli affetti.

Ma lei era una mamma e ha combattuto una battaglia lunghissima con quella forza che spesso ci fa vergognare per dei lamenti inutili che propiniamo al prossimo. Nonostante ci fosse una guerra crudele nel suo corpo arrivava in tempo per bloccare ogni bomba prima che toccasse il suolo vicino ai suoi bambini ed ogni incendio lo spegneva con il sorriso.

E’ arrivato il Natale e questa mamma eroica ha tenuto per l’ultima volta la guerra fuori dai sogni dei suoi bambini.

E’ arrivato il 2015 e la guerra è finita. Persa? No, una mamma la guerra non la perde mai anche quando muore. Una mamma resta per sempre vicino al suo popolo, ai suoi bambini.  Ora tutto tace e sarà difficile andare oltre le ferite di questa ultima, romantica battaglia. Ora tutto tace ma guai pensare che è finito quel rapporto che lega per sempre, che aiuterà a crescere questi bambini nel ricordo di una mamma speciale.

Ciao Barbara, sai, ci possono spegnere i colori, possono toglierci tutto , anche la vita…ma pensare che il mare scompaia per sempre no, non succederà mai. Ti ricordo così cara Barbara, come una bella passeggiata di primavera sulla spiaggia e quelle impronte imprestate al mare per essere custodite in eterno.

Alberto Scicolone

 

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