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Quando il sesso è la soluzione

Alle volte ho come la sensazione, se non sovente la certezza, di essere circondata da un numero sempre più crescente di individui frustrati dalla loro grigia routine biellese. Frustrazione dovuta al lavoro che si trovano tra le mani, ai ritmi frenetici che sono costretti a sostenere, ai loro partner succubi della consuetudine. Che ansia quando percepisco che per tali soggetti bramare, spesso avvalendosi  delle vetrine social, la vita apparentemente migliore di chi li circonda, è come droga per un tossicodipendente in astinenza. “Io sono più di te perché ho questo, io sono più di te perché faccio quello, e te lo schiaffo in faccia”.

Chissà per quante persone anche io potrei rientrare nell’antipatico girone degli inappagati, dopotutto c’é sempre chi sta meglio e, indubbio, non solo apparentemente. Quello che voglio dire è che fare l’amore, e farlo dopo una giornata infernale, ti risolve davvero tante grane e musi lunghi, che neppure lo shopping più sfrenato dopo aver riscosso lo stipendio il 10 del mese, riuscirebbe a scacciare. Ho iniziato a convincermene al liceo, quando i professori prendevano di mira determinati alunni senza apparente motivo, o quando qualche compagna di studi doveva dirtele dietro sennò non era contenta, un po’ come succede ad ogni generazione che passa dai banchi di scuola. Oppure quando al supermercato la maleducata di turno molla la baguette sul rullo e va a fare la spesa, insultandoti se gentilmente le fai presente che così non si fa. E poi le commesse esaurite, le infermiere in sovrappeso e anche qualche medico “molto” professionale, le clienti paranoiche, le ex colleghe, le finte amiche.

Insomma, non si salva nessuno, più passano gli anni, più maturo nuove esperienze, più mi approccio a persone diverse, di ogni età o categoria lavorativa, più mi convinco che arrivare a casa, e trovare chi sa apprezzarti – anche – saltandoti addosso, equivalga a quella bella botta di autostima di cui tutti necessiterebbero per stressare un po’ meno il prossimo, e sorridere un po’ di più senza motivo. Non se ne può più di lagne contagiose peggio della peste di Manzoni, non se ne può più di giudizi superficiali dettati dall’acidità, una persona che ha fatto del buon sesso la sera precedente la riconosci subito. Testa tra le nuvole, euforia da endorfine in circolo e nessun pensiero subdolo o cattivello. Almeno per le 24 ore successive. Quindi trovate chi vi ispira, abbracciate chi vi sta vicino, dategli un bacio e poi fate l’amore, con amore. Fatelo di giorno, di notte, di sera o pomeriggio. Sbronzi, sobri. Fatelo con l’amico, l’amante, il vicino di casa, il fidanzato, o a pagamento, ma fatelo: basta pochissimo per migliorarci la giornata e migliorarla a chi ci circonda e sopporta.

Silvia Serralunga

La rubrica di Silvia Serralunga viene pubblicata sulla Nuova Provincia di Biella in edicola sabato.

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