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Quando gli aceri mi parlano

Nonostante chiuda gli occhi per sentirli più vicini, certi profumi sono ormai inafferrabili. Se penso a come vorrei trascorrere la mia giornata quest’oggi, non avrei dubbi. L’autunno è torta di mele e malinconia. È caffellatte fumante senza coliche. E’ confettura di pere priva di conservanti. E’ legno vivo della cucina della nonna, ormai soltanto legno inerme, incassato in una stanza smeraldo. La mia.

Nonostante chiuda gli occhi per sentirli più vicini, certi profumi sono ormai inafferrabili. Se penso a come vorrei trascorrere la mia giornata quest’oggi, non avrei dubbi. L’autunno è torta di mele e malinconia. È caffellatte fumante senza coliche. E’ confettura di pere priva di conservanti. E’ legno vivo della cucina della nonna, ormai soltanto legno inerme, incassato in una stanza smeraldo. La mia.

Nonostante chiuda gli occhi per sentirli più vicini, certi profumi sono ormai inafferrabili. Se penso a come vorrei trascorrere la mia giornata quest’oggi, non avrei dubbi. L’autunno è torta di mele e malinconia. È caffellatte fumante senza coliche. E’ confettura di pere priva di conservanti. E’ legno vivo della cucina della nonna, ormai soltanto legno inerme, incassato in una stanza smeraldo. La mia.

Come desidero ancora quei sonnellini impregnati di leccornie sul fuoco. Quegli spuntini, nell’orto, offerti dalla pianta stessa, quando ancora non mi importava di imbrattare con la terra il maglioncino stirato o i polpastrelli brillanti. Il rassicurante candore di quel freddo tavolo da pranzo, quando bastavano il forno acceso e un ritornello in testa a ravvivarne l’attempata finitura. Vestito di fresche tovagliette all’americana 40 x 30, le quattro vecchie gambe non le riconosco quasi più. Persino l’amaro quadrato di cioccolato, pigiato nella pagnotta indurita, mi ritorna squisitamente dolce.

Vorrei riavere ancora gli anni che più ho amato, lo vorrei per comprendere ora il tempo che ho tra le mani. Il tempo che quotidianamente butto dalla finestra, perché, comunque, domani sarà un nuovo giorno. Nuovo e “senza errori”. Non so se ce la farei mai a vivere in un posto che non sia Biella. Biella è campagna. Campagna è ricordo. Ricordo è bellezza. Bellezza è giallo. Delle foglie. Degli aceri. Dei viali. Giallo è Autunno. Autunno è Biella. Nei miei anni. Passati, presenti, per sempre.

Silvia Serralunga

La rubrica di Silvia Serralunga viene pubblicata ogni sabato sulla Nuova Provincia di Biella, in edicola a solo 1,20 euro.

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