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Parcheggia col pass per invalidi, ma non è il suo

Il permesso, scaduto da due anni, era intestato a una donna deceduta. Denunciato un 60enne residente in paese. Il sindaco: "Contro maleducati e incivili che, per non fare quattro passi, mettono in croce i disabili, useremo la tolleranza zero"

Il permesso, scaduto da due anni, era intestato a una donna deceduta. Denunciato un 60enne residente in paese. Il sindaco: “Contro maleducati e incivili che, per non fare quattro passi, mettono in croce i disabili, useremo la tolleranza zero”

Parcheggiava con il permesso per gli invalidi scaduto da due anni. E non era nemmeno il suo.

L'attività di controllo e contrasto degli abusi sull'utilizzo indebito delle autorizzazioni alla sosta per persone disabili, la polizia locale di Occhieppo Superiore ha scoperto e denunciato nei giorni scorsi un uomo di 60 anni, F.B, residente in paese, che utilizzava la concessione intestata ad una signora deceduta due anni fa.

L'uomo, al quale è stato ovviamente ritirato il pass, è stato così segnalato all'autorità giudiziaria. L'intervento della Municipale è analogo ai tanti effettuati anche da altri comandi dei vigili della Provincia di Biella e rientra nella normale attività di controlli quotidiani svolti sul territorio.

 Sono purtroppo sempre più numerosi gli episodi simili segnalati, ma fortunatamente nella maggior parte dei casi vengono scoperti e perseguiti.

«La nostra tolleranza nei confronti di tutti coloro che abusano dei parcheggi riservati agli invalidi è pari a zero – commenta il sindaco Emanuele Ramella Pralungo -. A volte alcune persone sane, per non fare quattro passi, mettono in croce un disabile obbligandolo alla disperata ricerca di un parcheggio libero. Tutto ciò non è giusto, ed io personalmente definisco questi individui maleducati oltre che incivili".

"Dunque spero che il messaggio dei miei agenti di Polizia Municipale sia chiaro, noi non faremo sconti a nessuno – conclude il primo cittadino -,  i trasgressori saranno assolutamente perseguiti come il codice della strada  prevede, per fare in modo che situazioni di questo genere non accadano più, perlomeno non nel mio paese, come dice un vecchio detto: chi sbaglia paga».

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