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Meno cacca e più cestini per tutti

Vorrei potervi raccontare che la cacca puzza solo a giorni alterni, ma - ahimè - puzza tutto l’anno e, quando sei di fretta, puzza anche di più. La vedete quella ragazza che, plico di fotocopie sotto braccio, corricchia alquanto goffamente per non rischiare di spettinarsi, né di sedersi in prima fila al corso di formazione del venerdì? Un brutto spettacolo, vietato ridere, per cortesia. Soprattutto quando, da lì a cinque secondi, la poverina affonderà il piede che comanda in una bella torta fumante che il destino, o meno poeticamente l’intestino del cane Bau, hanno voluto letteralmente farle trovare sul cammino in quella fresca mattina non come le altre, ma ben più merdavigliosa del solito.

Vorrei potervi raccontare che la cacca puzza solo a giorni alterni, ma – ahimè – puzza tutto l’anno e, quando sei di fretta, puzza anche di più. La vedete quella ragazza che, plico di fotocopie sotto braccio, corricchia alquanto goffamente per non rischiare di spettinarsi, né di sedersi in prima fila al corso di formazione del venerdì? Un brutto spettacolo, vietato ridere, per cortesia. Soprattutto quando, da lì a cinque secondi, la poverina affonderà il piede che comanda in una bella torta fumante che il destino, o meno poeticamente l’intestino del cane Bau, hanno voluto letteralmente farle trovare sul cammino in quella fresca mattina non come le altre, ma ben più merdavigliosa del solito.

Vorrei potervi raccontare che la cacca puzza solo a giorni alterni, ma – ahimè – puzza tutto l’anno e, quando sei di fretta, puzza anche di più. La vedete quella ragazza che, plico di fotocopie sotto braccio, corricchia alquanto goffamente per non rischiare di spettinarsi, né di sedersi in prima fila al corso di formazione del venerdì? Un brutto spettacolo, vietato ridere, per cortesia. Soprattutto quando, da lì a cinque secondi, la poverina affonderà il piede che comanda in una bella torta fumante che il destino, o meno poeticamente l’intestino del cane Bau, hanno voluto letteralmente farle trovare sul cammino in quella fresca mattina non come le altre, ma ben più merdavigliosa del solito.

L’ebbrezza della brezza nella brezza insomma, ma torniamo a noi che, allo scandire di “ca-ccc-cona-gi-ga-nnn-te”, già storciamo il naso. Portare a spasso il tirannosauro così da incentivargli la peristalsi, si sa, è cosa ardua, a partire dal fargli indossare il nuovo guinzaglio borchiettato a sfondo leopardo. Se, poi, capiti a pascolare con il cucciolo nei pressi di Via Rosselli, l’impresa diventa titanica non essendoci neppure un quarto di cestino raccogli monnezza a disposizione dei suoi escrementi nel sacchetto, del tuo naso implorante pietà e della povera gente in generale. Vedo in ogni dove cartelli predicanti bene, ma razzolanti male – ad onor del vero – quelli sì, proliferano come funghi. E ti illustrano alla lettera come raccattare diligentemente quelle ossidate scorie radioattive, ex crocchette del giorno prima. La cacca va raccolta, anche se fuma come una pipa, anche se puzza come un uovo marcio. Ma se vogliamo mantenere tutti in coro una Biella bella pulita, due cestini in più costano troppo all’amico Cavicchioli?

Silvia Serralunga

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