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La tragedia di Parigi, l’indifferenza dei biellesi

La lettera di Alessandra: "Stamattina ho camminato per un tratto di via Italia. Mi ha rattristato moltissimo il fatto di scoprire che neanche le due librerie che ho incontrato abbiano sentito il dovere - o almeno una spinta di empatia - di condividere in qualche modo il dolore per la tragedia". Stamattina ho camminato per un tratto di via Italia, dall’inizio in Riva fino alla Feltrinelli. Mi ha rattristato moltissimo il fatto di scoprire che non dico nessun negozio, ma neanche le due librerie che ho incontrato, abbiano sentito il dovere - o almeno una spinta di empatia - di condividere in qualche modo il dolore per la tragedia avvenuta ieri a Parigi. Almeno dalle librerie mi sarei aspettata una sensibilità maggiore. Mondadori, in compenso, sfoggiava un’inutile vetrina in giallo, con libri che non c’entrano uno con l’altro, accomunati dal comune colore giallo della copertina. Allegria! In una giornata in cui dovremmo scendere in piazza insieme ai nostri fratelli francesi, penso che i negozi e i cittadini di un piccolo centro di provincia italiano avrebbero dovuto almeno dare un piccolo segno. Resto delusa e addolorata nel constatare che qui viviamo la nostra giornata come se niente fosse successo (e chiedo scusa a chi invece si è comportato diversamente, al di fuori del tratto di strada che ho percorso).  

La lettera di Alessandra: “Stamattina ho camminato per un tratto di via Italia. Mi ha rattristato moltissimo il fatto di scoprire che neanche le due librerie che ho incontrato abbiano sentito il dovere – o almeno una spinta di empatia – di condividere in qualche modo il dolore per la tragedia”.

Stamattina ho camminato per un tratto di via Italia, dall’inizio in Riva fino alla Feltrinelli.
Mi ha rattristato moltissimo il fatto di scoprire che non dico nessun negozio, ma neanche le due librerie che ho incontrato, abbiano sentito il dovere – o almeno una spinta di empatia – di condividere in qualche modo il dolore per la tragedia avvenuta ieri a Parigi. Almeno dalle librerie mi sarei aspettata una sensibilità maggiore.
Mondadori, in compenso, sfoggiava un’inutile vetrina in giallo, con libri che non c’entrano uno con l’altro, accomunati dal comune colore giallo della copertina. Allegria!

In una giornata in cui dovremmo scendere in piazza insieme ai nostri fratelli francesi, penso che i negozi e i cittadini di un piccolo centro di provincia italiano avrebbero dovuto almeno dare un piccolo segno.
Resto delusa e addolorata nel constatare che qui viviamo la nostra giornata come se niente fosse successo (e chiedo scusa a chi invece si è comportato diversamente, al di fuori del tratto di strada che ho percorso).

 

Stamattina (giovedì 8 gennaio) ho camminato per un tratto di via Italia, dall’inizio in Riva fino alla Feltrinelli.
Mi ha rattristato moltissimo il fatto di scoprire che non dico nessun negozio, ma neanche le due librerie che ho incontrato, abbiano sentito il dovere – o almeno una spinta di empatia – di condividere in qualche modo il dolore per la tragedia avvenuta ieri a Parigi. Almeno dalle librerie mi sarei aspettata una sensibilità maggiore.

Mondadori, in compenso, sfoggiava un’inutile vetrina in giallo, con libri che non c’entrano uno con l’altro, accomunati dal comune colore giallo della copertina. Allegria!

In una giornata in cui dovremmo scendere in piazza insieme ai nostri fratelli francesi, penso che i negozi e i cittadini di un piccolo centro di provincia italiano avrebbero dovuto almeno dare un piccolo segno.

Resto delusa e addolorata nel constatare che qui viviamo la nostra giornata come se niente fosse successo (e chiedo scusa a chi invece si è comportato diversamente, al di fuori del tratto di strada che ho percorso).

Alessandra

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