La Provincia di Biella > Senza categoria > La Protezione civile non potrà più trarre in salvo la fauna selvatica
Senza categoria Biella -

La Protezione civile non potrà più trarre in salvo la fauna selvatica

A fine mese scadrà la convenzione fra Provincia e volontari, la collaborazione non sarà più rinnovata per problemi economici e quindi non sarà più attivo il recupero della bestiole ferite o in difficoltà

A fine mese scadrà la convenzione fra Provincia e volontari, la collaborazione non sarà più rinnovata per problemi economici e quindi non sarà più attivo il recupero della bestiole ferite o in difficoltà

Scadrà a fine mese la convenzione tra la Provincia e il coordinamento provinciale di Protezione civile. La collaborazione non sarà più rinnovata per problemi economici da parte della Provincia per via dei mancati trasferimenti da parte degli enti superiori.

Tra le varie attività, oltre il monitoraggio delle strade in occasione di eventi climatici avversi, gli accordi prevedevano anche la gestione del recupero degli animali selvatici rinvenuti in stato di difficoltà o morti per cause accidentali. Da ora in avanti, saranno dunque le amministrazioni comunali a doversi occupare del problema animali.

Fino ad ora, alle varie lepri, volpi, caprioli ed uccelli feriti è stato riservato un trattamento da grand’hotel. Gli animali una volta recuperati dai volontari della Protezione civile, venivano visitati dal veterinario e condotti presso la sede di via Gersen, dove ricevevano assistenza a le amorevoli e necessarie cure. In molti casi, per alcuni di loro era necessaria una lunga degenza.

"Abbiamo sempre dato un servizio di tutto rispetto – spiega il presidente del coordinamento provinciale Gianni Bruzzese -. I volontari, si dedicano agli animali come se fossero dei bambini. Oltre alle cure, per almeno 8 volte al giorno vengono nutriti. Alcuni di loro, quelli più deboli, li alimentano dando loro il latte attraverso l’ausilio del biberon. Attualmente in sede abbiamo tre caprioli, una volpe e tre uccelli: una gazza, una cinciallegra ed un corvo. Una volta curati, vengono portati in alta valle del Cervo per essere restituiti al loro habitat naturale. Fra qualche giorno, quando la convenzione scadrà, non sappiamo che sorte sarà riservata agli animali. Secondo la legge – conclude Bruzzese -, la palla dovrebbe passare ai Comuni. Noi abbiamo sempre fatto il possibile per farli sentire a loro agio. Sono sicuro che abbiamo fatto un buon lavoro".

Alle sue parole fanno eco quelle del volontario Mario Raffa: "Qualche giorno fa, siamo intervenuti a Bioglio, dove ci hanno chiamati per un tasso. L’animale era rimasto imprigionato dietro ad una catasta di legna. Dopo circa un’ora di lavoro siamo riusciti a liberarlo e prestargli le dovute cure. Quando questo servizio cesserà, ci mancheranno molto i nostri piccoli amici".

Articolo precedente
Articolo precedente