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Il sindaco di Biella offre posti di lavoro

Ho chiamato alcuni vecchi amici del Pd. Vittorio Barazzotto. Wilmer Ronzani. Ho chiamato anche Paolo Furia, che non è nè vecchio, nè amico. Ma che stimo. Ho detto loro, come elettore del Pd, che sono sdegnato per quanto sta avvenendo a Biella. Non so di chi sia la colpa. Se del partito. Del segretario. O del sindaco Marco Cavicchioli. Una cosa però è certa. Inizio a rimpiangere Dino Gentile e Andrea Delmastro.

Gentile e Delmastro sono di destra. E la destra, è risaputo, bada più alla sostanza che all’etica. La sinistra però, storicamente, dovrebbe essere un’altra cosa. Dovrebbe avere dei valori. Dovrebbe difendere dei principi. Trinariciuti. Comunisti. Mangia bambini. Ma di sani principi.

La sinistra che ha preso il governo della città si sta invece comportando peggio della destra. Su piazza Duomo, ad esempio, non c’è stato un sussulto di dignità rispetto al progetto portato avanti da quel baciapile di Gentile. Sul nuovo centro per l’accoglienza dei profughi, prima annunciato in pompa magna e poi ripudiato, è stata fatta una figuraccia degna della passata amministrazione.

Poi le nomine. Un vero scandalo. Cavicchioli sembra ormai un ufficio di collocamento (quello di una volta, quando il lavoro c’era…). Chi gli è stato più vicino in campagna elettorale, il famoso cerchio magico, ha ora uno stipendio fisso. Sono felice per queste persone. Ma l’immagine di una sinistra clientelare  e molto faviana (vedi il tanto vituperato agire di Piergiorgio Fava, leader di Forza Italia)  uccide quel poco di entusiasmo politico che qualcuno (pochi) ha ancora nel cuore.

Ho chiesto, come elettore – lo ribadisco a scanso di equivoci – a Barazzotto, Ronzani e Furia di fare qualcosa. Non faranno nulla. Temo. Anche perché possono fare poco. I partiti ormai, sono un’accozzaglia di interessi personali. Interessi che trovano un momento i sintesi solo quando si tratta di distribuire soldi e potere.

Massimo De Nuzzo

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