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Il drago cattivo sconfitto dall’eroe e dai suoi amici

Una metafora di quello che è accaduto al piccolo Francy. Un eroe, armato di speranza e sorriso, che con l'amore di familiari e amici, ha messo ko il terribile drago chiamato cancro

Una metafora di quello che è accaduto al piccolo Francy. Un eroe, armato di speranza e sorriso, che con l’amore di familiari e amici, ha messo ko il terribile drago chiamato cancro

Ci sono un eroe, un drago cattivo e tanti amici che aiutano l'eroe. Il drago è forte, a volte sembra imbattibile, e non lo si può sconfiggere da soli. Allora gli amici si uniscono all'eroe, insieme possono sconfiggerlo.

Potrebbe essere la sinossi di una fiaba per bambini, ma è una metafora di quello che è accaduto al piccolo Francesco. Un eroe, armato di speranza e sorriso, che con l'amore di familiari e amici, ha messo ko il terribile drago. Uno degli ingredienti più importanti della magia è stato il numero di amici: numerosi quanti  gli abitanti del  Biellese intero.

Tutto il nostro territorio per una volta si è rivelato unito: istituzioni e privati, tramite eventi, kermesse, donazioni e parole hanno rinforzato l'eroe. Tutti fattori messi in luce con l'obbiettivo di porgere una mano al piccolo biellese e alla sua famiglia.

Quel maledetto drago chiamato cancro, però, colpisce spesso, indistintamente, grandi e piccoli. Spesso ho scritto di persone sconfitte da questo mostro, ma non ho mai vissuto questi episodi con l'oggettività implicata nella deontologia giornalistica, ma sempre con un velo di sofferenza. Non l'ho provato solo da "scrittore" distaccato, ma anche da uomo che ha visto coi propri occhi persone combattere e arrendersi. Non ho dimenticato nessun  volto ed espressione di chi combatteva.

In questo momento, mentre io scrivo questi pensieri o mentre tu, lettore, scorri queste righe, qualcuno è in un reparto di oncologia, a lottare. L'importante è essere accanto a queste persone, allora il muro da scavalcare sembrerà meno alto, meno ripido. Così com'è stato per Francesco Nisticò.

L'aiuto che non può dare la medicina, deve arrivare dal cuore.
Un abbraccio di felicità, piccolo Francy.

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